Svizzera, 05 novembre 2019

"Basta SECOballe. E intanto i disoccupati ticinesi..."

*Dalla prima pagina del Mattino della Domenica

E ti pareva! La SECO, Segreteria di Stato dell’economia, torna a prenderci per i fondelli con i suoi studi farlocchi! Studi che hanno il solo scopo di reggere la coda alla devastante libera circolazione delle persone, ed alla partitocrazia che si ostina a volerla! Dopo le statistiche taroccate su disoccupazione e frontalierato, adesso i burocrati della SECO senza vergogna se ne escono con il primo rapporto (uella!) sull’obbligo di annuncio agli Uffici regionali di collocamento (URC) dei posti di lavoro vacanti.

Con tale obbligo, in vigore dal luglio 2018, i camerieri dell’UE in Consiglio federale ed il triciclo PLR-PPD-P$$ hanno ROTTAMATO la preferenza indigena votata dal popolo il 9 febbraio 2014. Naturalmente i lacchè della SECO vengono a dirci che l’obbligo di annuncio, ovvero la cosiddetta “preferenza indigena light”, è una figata pazzesca! Che la legge è “attuata in modo efficiente
e conforme”!

Uella signori, ma chi pensate di prendere per il lato B? La (NON) preferenza indigena light è un BIDONE! Non serve assolutamente ad un tubo! Ed infatti in Ticino in soli tre mesi il numero dei frontalieri nel terziario è aumentato di 2000 unità, raggiungendo la cifra record di 42mila! Il doppio rispetto a 10 anni fa! E questo CON la “preferenza indigena light” in vigore!

Intanto quasi i due terzi dei disoccupati ticinesi provengono proprio dal settore terziario, sempre più colonizzato dall’invasione da sud! E’ evidente che, per l’ennesima volta, i burocrati federali della SECO stanno raccontando delle monumentali BALLE! Vogliono fare il lavaggio del cervello al popolazzo all’insegna del “Tout va bien, Madame la Marquise”! Ma chiudiamo la SECO che è ora!

Così risparmiamo 100 milioni di franchetti all’anno!

*Edizione del 3 novembre 2019

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