Ticino, 25 novembre 2019
Dipendenti di EFG licenziati senza piano sociale, "il municipio faccia pressione"
Le banche luganesi licenziano senza offrire ai dipendenti nemmeno di un piano sociale. Come la Efg (ex-Bsi), banca che ha recentemente annunciato una serie di licenziamenti nella sua filiale di Lugano. Una tendenza, quella di operare tagli sul personale senza proporre piani sociali, che ha indotto la Lega di Lugano (primo firmatario Boris Bignasca) di presentare un'interrogazione al Municipio, perché la Città ha presentato un'offerta di acquisto per i terreni di proprietà della banca, a Cadro. L'esecutivo - suggerisce Bignasca - potrebbe fare pressione sull'istituto, affinché adotti «un atteggiamento socialmente responsabile» offrendo ai propri dipendenti licenziati un piano sociale.
Di seguito il testo completo dell'interrogazione :
"Dai media si è recentemente appreso dell’offerta inoltrata dal Municipio per l’acquisto del terreno e degli edifici del sedime ex BSI di Cadro. In ottobre l’esecutivo comunale aveva incontrato i vertici della banca zurighese EFG, proprietaria del terreno, proprio per discutere della questione.
La banca EFG ha acquistato nel 2016 la storica banca luganese BSI, e nel corso degli ultimi tre anni ha effettuato numerosi licenziamenti nella nostra città. Il numero di persone impiegate da suddetta banca in Ticino, e in particolare a Lugano, è drasticamente calato. Non occorre ricordare il contesto economico difficile, in particolare della piazza finanziaria, che negli ultimi dieci anni ha perso un terzo dei suoi addetti. Almeno in parte, le persone lasciate a casa dalla banca EFG hanno potuto beneficiare di un piano

sociale, che però è valido unicamente fino al termine del corrente anno.
Stando a quanto riferito recentemente dalla RSI, la banca sta ancora attualmente licenziando un numero importante di collaboratori. L’Associazione svizzera degli impiegati di banca ha dichiarato che la banca per ora non ha dato seguito alle ripetute richieste di iniziare delle negoziazioni per un piano sociale valido dal prossimo anno. Le preoccupazioni del personale della banca sono quindi molto elevate, considerato che è alquanto poco probabile una fine dei licenziamenti.
Alla luce di quanto esposto interroghiamo il Municipio per sapere:
- È corretta la notizia che il Municipio ha offerto 3,2 milioni di franchi per l’acquisto del sedime ex BSI di Cadro? Su quali basi di valutazione è stata effettuata questa proposta?
- La banca EFG ha già dato una risposta? Quali saranno i prossimi passi?
- Nel caso non vi sia un accordo fra il Municipio e la banca EFG, quali sono le possibili alternative? Si intende permettere una speculazione edilizia, come già sollevato da altri consiglieri comunali negli scorsi mesi?
- Il Municipio intende vincolare l’acquisto del terreno ad un atteggiamento socialmente responsabile da parte della banca EFG? In particolare il Municipio ha chiesto o intende ufficialmente chiedere alla banca di intavolare delle negoziazioni per il rinnovo del piano sociale?
- Il Municipio ha ricevuto delle rassicurazioni attendibili su una fine dello smantellamento degli uffici di Lugano della banca?"