Mondo, 30 gennaio 2020

Luce verde dal Parlamento europeo alla Brexit, Farage: "Italia, Polonia e Danimarca prossimi a lasciare"

“Alla mezzanotte di questo venerdì passiamo il punto di non ritorno. Per noi è probabilmente la cosa più importante da quando Enrico VIII ha portato il Paese fuori dalla Chiesa di Roma. Un momento significativo”. Ha commentato così l'europarlamentare Nigel Farage e leader del Brexit Party, commenta il voto dell'europarlamento che mercoledì ha approvato l'accordo di divorzio tra Regno Unito e Unione europea, mettendo così fine a più di tre anni di negoziazioni, rinvii e tentennamenti.

Farage in conferenza stampa assicura che il Regno Unito non sarà l'ultimo paese a lasciare l'UE e che fra i candidati più probabili a un divorzio da Bruxelles sono Polonia, Danimarca e Italia. “La prossima crisi bancaria o dell’euro che arriverà, e arriverà”, in quanto “i numeri oggi sono molto peggiori”, semplicemente “sarà troppo da
sopportare per gli italiani“, sostiene il politico britannico.

“Perché se ci pensate – sottolinea – ciò che ha portato a quel grosso problema creditizio era dovuto al debito a livello nazionale o aziendale e a livello individuale. Guardate bene i numeri ora, sono molto peggio di prima”.

L’accordo tra Londra e Bruxelles è stato quindi approvato con 621 sì, 49 no, 13 astenuti. Poco dopo il voto nell’aula dell’Europarlamento si sente cantare ‘Auld Lang syne’ dagli eurodeputati scozzesi che per l'occasione si tengono per mano.

Esultano invege i parlamentari del Brexit Party che sventolano in aula le bandierine del Regno Unito mentre Farage tiene il suo ultimo discorso nel Parlamento in cui ha seduto per anni con l'obiettivo proprio di lasciarlo: “L'UE è anti-democratica, pericolosa, la voglio vedere smantellata”.

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