Svizzera, 08 giugno 2020

Caso Floyd: i moralisti a senso unico sfruttano ancora i morti

Vogliono solo montare la panna sul razzismo, che dalle nostre parti è un non-problema

Come volevasi dimostrare, i soliti $inistrati multukulti stanno cavalcando senza decenza alcuna l’uccisione di un uomo di colore, George Floyd, da parte della polizia di Minneapolis (che non ci risulta essere in Svizzera). E’ chiaro che questo omicidio è un crimine, e come tale va sanzionato.
Ma sfruttare cinicamente la morte violenta di un uomo negli Stati Uniti per fare politichetta dalle nostre parti è oltremodo squallido.

Siamo alle solite

Già, perché l’obiettivo dell’operazione, montata dai soliti moralisti e senso unico e dalla stampa di regime, è sempre il solito: remenarla con il presunto “razzismo” anche nel nostro paese. Dove il razzismo è un non-probelma. Checché ne dica la casta sovranofoba e becero-internazionalista.

Sul caso Floyd lunedì si è svolta a Zurigo una manifestazione di fankazzisti da centro sociale. Che sono i primi ad essere violenti ed antidemocratici. Naturalmente si è trattato di manifestazione non autorizzata, svoltasi senza rispettare le disposizioni di sicurezza sanitaria. Venerdì ce n’è stata una a Berna. Come sempre accade nelle città a maggioranze di $inistra, queste dimostrazioni vengono tollerate. Fosse stata una manifestazione di “destra”, invece… Se da questi assembramenti dovesse partire un nuovo focolaio di virus cinese, chi se ne assumerà la responsabilità? Altre
manifestazioni si sono tenute sabato a Basilea, Neuchâtel ed anche a Bellinzona.

Inoltre, ma guarda un po’, negli USA le manifestazioni “contro il razzismo” si sono ben presto trasformate in saccheggi di negozi. Ma naturalmente i pennivendoli radikalchic non hanno nulla da commentare al proposito. Spieghi la stampa di regime in che modo distruggendo vetrine e rubando articoli di marca si promuoverebbero i diritti umani. Forse qualcuno si immagina che a questi razziatori gliene freghi qualcosa della morte di George Floyd o di chiunque altro?

Razzismo d’importazione

A parte che negli USA i crimini violenti di neri nei confronti di bianchi sono 10 volte superiori a quelli in senso inverso; a parte che, sempre negli USA, le persone bianche che rimangono uccise in operazioni di polizia sono il doppio di quelle
di colore; è evidente che tentare di “replicare” da noi con il copia-incolla una discussione che è puramente americana ha il solo obiettivo (oltre a quello, solito, di denigrare l’odiato presidente sovranista Donald Trump) di far credere che in Svizzera esista un reale problema di razzismo.

Un paese, il nostro, dove un quarto della popolazione è straniera (e se aggiungiamo chi ha “passato migratorio” si arriva tranquillamente alla metà) sarebbe razzista? Ma non facciamo ridere i polli! In Giappone gli stranieri sono meno del 2%, altro che il 25% come da noi!

Va da sé che mai la casta parla del razzismo d’importazione: ovvero, quello importato da migranti (economici) in arrivo da “altre culture”, che sono razzisti, sessisti, misogini, antisemiti, cristianofobi e omofobi. Però costoro, secondo i moralisti a senso unico, “devono entrare tutti”. Chiaramente, per non essere tacciati di razzismo, bisogna far entrare e mantenere tutti; bisogna sostenere la devastante libera circolazione delle persone, lo sconcio accordo istituzionale con l’UE e pure il demenziale patto ONU sulla migrazione, quello che vuole trasformare l’immigrazione clandestina in un diritto umano.

Ah già, ma immigrazione clandestina non si può neppure più dire: sarebbe “irrispettoso”, come insegna la Pravda di Comano! Invece, dare del razzista e del fascista a chi non è d’accordo di cancellare frontiere e sovranità nazionali e di fare entrare tutti va bene! La squallida ipocrisia dei finti moralisti non ha davvero limiti.

Il lavaggio del cervello

Fare il lavaggio del cervello agli svizzerotti. Convincerli di essere dei “gretti razzisti” che devono emendarsi (?) facendo entrare tutti, mantenendo tutti, e permettendo ai balivi stranieri ed ai loro giudici di comandare in casa nostra (perché altrimenti il “becero popolazzo” prende decisioni razziste). Ecco perché la stampa di regime, galoppina del pensiero unico spalancatore di frontiere, sovranofobo e multikulti, continua a cavalcare cinicamente il caso Minneapolis. Se qualcuno pensa che alla casta politikamente korretta gliene freghi davvero qualcosa della morte di George Floyd, farà meglio a scendere dal pero.

Lorenzo Quadri / MDD

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