Mondo, 26 luglio 2020

Incendio di Nantes, il principale sospettato ha confessato

È reo confesso il volontario ruandese arrestato quale principale sospettato di aver appiccato l'incendio nella cattedrale di Nantes una settimana fa.

"Il mio cliente ha collaborato", ha detto l'avvocato Quentin Chabert al quotidiano "Presse-Océan". "Si rammarica amaramente dei fatti e ammetterlo per lui è stata per lui una liberazione. Il mio cliente è ora afflitto dal rimorso e sopraffatto dalla portata degli eventi", ha detto.

L'uomo "ha ammesso, durante l'interrogatorio iniziale davanti al giudice istruttore, di aver acceso i tre fuochi nella cattedrale: sull'organo grande, sull'organo piccolo e in un quadro elettrico", ha detto il procuratore di Nantes Pierre Sennès al quotidiano francese.

L'uomo di 39 anni, incaricato di chiudere la cattedrale il giorno prima dell'incendio, è stato accusato di "distruzione e danni da incendio e posto in custodia cautelare dal giudice delle libertà e della detenzione", ha detto il procuratore in una dichiarazione.

Il rettore della Cattedrale
di Nantes, padre Hubert Champenois, aveva spiegato la settimana scorsa che il volontario era un "ruandese, venuto a rifugiarsi in Francia qualche anno fa". Secondo il rettore, il volontario è "in servizio come un chirichetto" e lo conosceva "da quattro o cinque anni". "Ho fiducia in lui e in tutto lo staff", ha detto all'agenzia stampa AFP.

Il volontario è stato preso in custodia dalla polizia poche ore dopo l'apertura delle indagini, il 18 luglio, e poi rilasciato la sera successiva. Gli inquirenti volevano interrogarlo perché dopo l'incendio non erano state trovate tracce di effrazione sugli accessi all'edificio, in cui erano stati identificati tre punti di partenza per l'incendio.

Il volontario è stato nuovamente arrestato e posto in custodia della polizia il sabato mattina, poi presentato la sera alla procura di Nantes, che ha aperto un'inchiesta giudiziaria, prima di essere incriminato e posto in detenzione preventiva. Rischia una condanna fino a 10 anni di carcere e una multa di 150'000 euro, ha detto Sennés.

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