Sport, 16 ottobre 2022

HCL da retrocessione: ma non era colpa di McSorley?

L'Ambrì ieri sera è caduto ai rigori in casa contro lo Zurigo

LUGANO - I bianconeri incassano la quarta sconfitta consecutiva e adesso sono penultimi! Solo il modesto Kloten è dietro. Vergogna! È il minimo che si possa dire: e il malcapitato Gianinazzi, che ha sostituito McSorley in panchina, non c'entra nulla con questo tracollo! Sul banco degli imputati finisce la stragrande maggioranza dei giocatori, che proprio non riesce ad uscire da una crisi di gioco e risultati. E pensare che ad inizio stagione la dirigenza sbandierava obiettivi ambiziosi: 'vogliamo essere nei primi sei alla fine della regular season'. Ma per favore!


In questo momento il Lugano è una squadra da retrocessione: per lo scarso impegno, la totale mancanza di mordente, per i continui errori individuali che penalizzano il collettivo e per la faccia tosta di quei giocatori che se ne fregano della maglia che indossano. Ma non era tutta colpa di McSorley? Del suo stile di gioco? Delle idee che non passavano? Delle richieste ai giocatori che non potevano mettere in mostra le loro doti? Parole, parole, parole... i fatti dicono che quasi tutti i giocatori, specie determinati stranieri, non hanno un pattinaggio e una dote atletica degna da National League... 



In passato i bianconeri hanno rimediato pesanti sconfitte alla Ilfis di Langnau. Durante la prima era Slettvoll, nel gennaio del 1985 la squadra bernese rifilò un clamoroso 5-0 ai ticinesi; durante la fase declinante della gestione Zanatta (novembre 2007) l 'HCL prese una clamorosa imbarcata, soccombendo per 9-3. E ieri sera la storia si è ripetuta: la squadra di Gianinazzi ha infatti subito una sonora lezione dai tigrotti, che si sono imposti per 6-1. Ancora una volta il Lugano ha dimostrato di non avere un gioco e di non possedere una identità di squadra.


Sempre senza Koskinen, Andersson e Marco Müller, gli ospiti sono stati colti di sorpresa subito nelle prime fasi di gioco, facendosi trafiggere al quinto minuto da Pesonen. Il primo periodo si è chiuso col raddoppio di Michaelis. Nella ripresa è avvenuto il tracollo, grazie alle segnature di Schmutz, Michaelis, e Pesonen. E il Lugano? Non pervenuto. Nemmeno il tentativo di dare la scossa operato da coach Gianinazzi (fuori Schlegel dentro Fatton) ha dato i frutti sperati e così il Langnau ha segnato ancora con Saarela. Insomma: una vera e proprio catastrofe sportiva. Ora la dirigenza è chiamata ad intervenire: ma stavolta non con il tecnico bensì con la squadra e in primis le sue presunte stelle.


L' Ambrì Piotta si deve accontentare di un punto: la sfida contro i temibili Lions si è infatti conclusa con una sconfitta ai rigori (2-3). Una sconfitta che non scalfisce le certezze leventinesi ma che lascia un po' di amaro in bocca perché la squadra di Ceredasi era trovata a condurre le danze dopo 23 minuti di gioco (2-0, grazie alle reti di Grassi e Chaplik) ed aveva fallito con Bürgler il possibile 3-0. Lo Zurigo sembrava annichilito e invece è tornato in partita con un gol di Bodenmann a metà secondo tempo, dopo una contestatissima carica di Lammikko a Spacek.


Gli zurighesi si sono così rinvigoriti nel morale e dopo una lunga ed estenuante pressione hanno ottenuto la rete del pareggio a due minuti e mezzo dalla sirena finale con Lammikko. Da notare che in questa fase Juvonen ha tenuto in piede la propria squadra con tutta una serie di interventi. Poi, dopo un overtime senza particolari emozioni, gli ospiti sono stati più lucidi ai rigori e si sono aggiudicati i due punti. Intanto la società biancoblù ha annunciato di aver allungato di due anni il contratto con Dario Bürgler (un punto di media a partita sinora oltre a 4 assist).

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