Posteggi garantiti al personale impiegato a turni, migliori condizioni accessorie e una strategia concreta per rendere più attrattivo il Corpo di Polizia di Lugano. È quanto chiedono nove consiglieri comunali con un’interpellanza indirizzata al Municipio.
I firmatari – Christian Tresoldi, Paolo Toscanelli, Lorenzo Pianezzi, Carlo Zoppi, Andrea Sanvido, Omar Wicht, Michael Nyffeler, Lukas Bernasconi e Siro Mazzuchelli – partono dalla risposta municipale all’interrogazione numero 1574. Da quel documento emerge che le condizioni di lavoro sono considerate nel complesso adeguate, ma anche che il carico operativo è in evoluzione, le dinamiche legate alla sicurezza sono sempre più complesse e la professione risulta meno attrattiva rispetto al passato. Alcuni agenti avrebbero inoltre lasciato Lugano per altri Corpi capaci di offrire condizioni ritenute più favorevoli.
Il primo dossier riguarda i posteggi. Il Municipio ha precisato che il datore di lavoro non ha un obbligo giuridico generale di garantire un posto auto ai dipendenti, nemmeno a chi lavora su turni. Esiste però un margine organizzativo per introdurre soluzioni basate sulle necessità di servizio e sulla disponibilità degli spazi.
Per gli interpellanti la situazione degli agenti non può essere paragonata a quella di un normale impiego d’ufficio. Il personale operativo lavora di notte, nei giorni festivi e in fasce orarie nelle quali i trasporti pubblici non rappresentano sempre un’alternativa concreta. Il posteggio diventa quindi una condizione pratica che incide sulla puntualità, sulla sicurezza personale e sull’organizzazione del servizio.
Attualmente alcuni agenti possono accedere a posteggi agevolati in via Beltramina, ma i posti non bastano e vi è una lista d’attesa. In vista del trasferimento della Polizia nel comparto dello stadio, il Municipio ha indicato l’Autosilo nord del Polo sportivo e degli eventi come possibile soluzione. I firmatari chiedono però di pianificare per tempo, evitando misure provvisorie o tardive.
Tra le ipotesi avanzate vi è anche il recupero di uno stabile comunale o partecipato, oggi sottoutilizzato o parzialmente dismesso, da trasformare in posteggio o struttura di supporto per il personale. Una soluzione che, secondo i promotori, permetterebbe di evitare nuove costruzioni, riqualificare un bene esistente e contenere gli investimenti.
L’interpellanza affronta anche il tema più generale dell’attrattività del Corpo. Stipendi, gradi e indennità dipendono in larga parte dal quadro cantonale, ma il Comune conserva margini sulle condizioni accessorie, sull’organizzazione interna e sul benessere del personale. Per questo viene chiesto di valutare misure mirate e sostenibili, comprese eventuali forme di recupero, correttivi organizzativi o giorni supplementari di vacanza per determinate categorie operative.
Il Municipio aveva già osservato che un aumento generalizzato delle vacanze potrebbe ridurre la capacità operativa e richiedere nuovi effettivi. Gli interpellanti propongono però di esaminare formule graduali o sperimentali, capaci di riconoscere il particolare impegno del personale senza compromettere la turnistica.
Le domande rivolte all’Esecutivo sono sei. Si chiede una soluzione specifica per gli agenti impiegati su turni, una mappatura degli immobili comunali potenzialmente utilizzabili, il coinvolgimento del Comando, delle Risorse umane e delle rappresentanze del personale e la definizione di un pacchetto di misure concrete e finanziariamente sostenibili.







