Sport, 07 febbraio 2023

La Turchia trema: la paura di Gavranovic. “Troppo rischioso tornare nel mio appartamento”

L’ex nazionale milita nel Kayserispor e al momento, col campionato fermo per le tremende scosse telluriche di ieri, non potrà tornare a casa sua

KAYSERI (Turchia) – Una giornata iniziata in piena notte come peggio non si potrebbe: con un terremoto di 7.8 di magnitudo che ha colpito in maniera tremenda la Turchia sud-orientale e il nord della Siria. Quella di lunedì 6 febbraio 2023 resterà una data indelebile nella mente del popolo turco e siriano: intere città sono state rase al suolo. Il suolo dell’Anatolia si è spostato di 3 metri: tanto per capire quanto sia stato violenta la prima scossa che ieri ha distrutto quella parte del mondo, mietendo almeno 4800 vittime e facendo oltre 15000 feriti, senza contare i dispersi. A rischiare tanto è stato anche l’ex attaccante della Nazionale, Mario Gavranovic, che nelle scorse settimane era stato accostato al Lugano, per un suo ritorno in Ticino. Il 33enne, infatti, gioca nella Süper Lig, con la maglia del Kayserisport, ed è stato raggiunto telefonicamente dal ‘Blick’.
 
 
“Eravamo con la squadra a Giresun, nel nord della Turchia, perché dovevamo giocare contro il Giresunspor e di conseguenza non sapevamo nulla del terremoto. Quando mi sono svegliato ho visto sul mio telefono tantissime chiamate senza risposta e molti messaggi.. solo allora ho capito cosa fosse successo – ha spiegato – Kayseri si trova a 300km a nord-ovest dall’epicentro eppure anche lì la terra ha tremato in modo importante, i miei compagni che non erano stati convocati hanno dovuto lasciare le case in piena notte insieme alle famiglie, erano molto spaventati. A Kayseri non dovrebbe essere crollato nessun edifico, ma alcune case hanno riportato danni anche alle facciate”. 

 
 
Gavranovic ha ammesso di non sapere quale sia la situazione del suo appartamento “al 20° piano a Kayseri, in ogni caso il rischio sarebbe troppo elevato e resterò al centro sportivo dove ci sono anche i miei compagni di squadra con le famiglie. È molto più sicuro e non ci manca nulla”.
 
 
Ciò che tranquillizza il nativo di Porza è sapere che la famiglia viva in Ticino e non abbiano dovuto subire il trauma del violento terremoto. “È un bene che siano lì, è terribile quanto successo in Turchia e Siria, sono morte tantissime persone, in migliaia sono gravemente ferite e tante ne mancano all’appello”. Da sotto le macerie, nel frattempo, è stato estratto vivo ma ferito l’attaccante dell’Hatayspor, Atsu, che poche ore prima aveva segnato la rete della vittoria in campionato contro il Kasimpasa.
 
 
In ogni caso Gavranovic si è detto tranquillo e non spaventato, ma ovviamente nutre “grande rispetto per la situazione e per le scosse di assestamento. Io e mia moglie sappiamo come si vive e cosa si prova durante un terremoto: durante il periodo vissuto a Zagabria lo abbiamo sperimentato. Ora qui il campionato è stato interrotto e non so quando e se si ripartirà, i danni sono stati molti: ora resterò qui in attesa di capire cosa verrà deciso, se ci alleniamo resterò al centro sportivo, altrimenti tornerò dalla mia famiglia a Lugano”.

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