Sport, 17 marzo 2024

Friborgo a tutto gas: ai burgundi gara-1

Niente da fare per il Lugano, che ieri sera si è dovuto arrendere alla forza di Sorensen e compagni

FRIBORGO - Quindici minuti di buon hockey, con i bianconeri aggressivi e precisi nei disimpegni, il gol contro l’andamento della partita del Friborgo (di Streule), il pareggio meritato di Fazzini al 19'27 e quindi, 19 secondi dopo, la rete del nuovo vantaggio locale di Wallmark. E così invece di andare alla pausa con delle certezze e delle buone sensazioni, il Lugano è tornato negli spogliatoi avvilito e frastornato. E su di lui è scesa la notte, perché nei due tempi restanti il Friborgo ha controllato a suo piacimento il gioco, incamerando il primo punto di questa serie. 


Nella squadra di Gianinazzi (che ha schierato a sorpresa Maxime e Arnaud Montandon e riproposto Quenneville al posto di Ruotsalainen) è funzionato poco o nulla: da Koskinen, non all’altezza stavolta, ad Andersson, un vero disastro, agli uomini della prima linea, mai veramente pericolosi. In generale: il Lugano ha perso molti dischi e commesso troppi errori per una partita di playoff; errori che sono naturalmente costati carissimo. E poi: il power play continua ad essere latitante, un male difficilmente guaribile, se il disco passa da un bastone all'altro in modo troppo lento e se i giocatori schierati invece di tirare preferiscono fare accademia, perdendo secondi preziosi e permettendo ai rivali di piazzarsi e di proteggere a dovere il proprio portiere. È da tempo che questo esercizio non funziona. Motivo di riflessione. Inevitabile insomma che finisse male gara-1.


Sul fronte burgundo: la squadra di Dubé ha dimostrato tutto il suo valore. Compatta, lucida, determinata, ha certamente i numeri per arrivare lontano. Ai bianconeri cambiare il quadro tecnico e sportivo, a partire da domani sera alla Corner Arena. Menzione speciale, infine, per Soerensen e Wallmark, stranieri davvero decisivi.

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