Sport, 28 marzo 2024

“Quel giorno i fiamminghi applaudirono la mia impresa”

Domenica c’è il Fiandre. Nel 2017 Gilbert ottenne una memorabile vittoria

LUGANO - Domenica inizia il periodo più emozionante del panorama ciclistico internazionale. Con il Giro delle Fiandre, scatta la campagna del Nord, che comprende anche la Parigi-Roubaix, l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi. Corse spesso condizionate dal maltempo (pioggia, vento e freddo), da percorsi micidiali (si snodano sul pavé, sui muri e le cotes) e che hanno scritto pagine epiche del ciclismo. Ma torniamo alla Ronde (il Fiandre), seconda classica monumento dopo la recente Milano-Sanremo vinta dal belga Philipsen: voluta e creata dal giornalista belga Karel Van Wynendaele, fondatore del quotidiano Sportwereld, la prova si tenne per la prima volta il 25 maggio 1913 ed è stata l’unica a disputarsi durante la Seconda guerra mondiale. Nel suo albo d’oro può vantare grandi nomi quali Fiorenzo Magni, Eric Leman, Johann Museeuw, Tom Boonen e il nostro Fabian Cancellara, che hanno trionfato per ben tre volte. Magni, fra l’altro, è l’unico che sia riuscito ad imporsi in tre edizioni di fila (1949, 1950, 1951). Per questo motivo è stato soprannominato Il Leone delle Fiandre. 


Comunque: nella sua storia, la Ronde è stata teatro di grandi e memorabili imprese, l’ultima delle quali è stata firmata nel 2017 da un grande campione del ciclismo moderno: il belga Philippe Gilbert, che in carriera ha vinto sui muri delle Fiandre, sul ciotolato della Roubaix e sui veloci strappi delle Ardenne. Ma anche nel durissimo Giro di Lombardia e nella classica di San Sebastian. Le Roi Philippe è stato protagonista anche nei Grandi Giri e in un’occasione, a Cham nel 2017, ha preceduto tutti in una tappa del Tour de Suisse. Il suo prestigio è naturalmente salito alle stelle con il trionfo ai Mondiali del 2012 (a Valkenburg), quando sorprese tutti con un attacco mozzafiato sul Cauberg nell’ultimo giro. È storia di 12 anni fa. Ma se gli chiedete quale sia stato il ricordo più bello della sua bellissima carriera vi risponderà che “ il momento più emozionante è stato quando ho attraversato la linea d’arrivo al Giro delle Fiandre del 2017. Ero campione nazionale e stavo per vincere la Ronde. Io, cittadino vallone ma belga nel cuore, sono sempre stato contro le divisioni e gli steccati. Mi commossi quando capii che anche i fiamminghi stavano condividendo la mia gioia e applaudivano la mia impresa”.


Quel giorno di primavera di 7 anni fa, Gilbert, probabilmente senza volerlo, diede un colpo durissimo ai separatisti delle due regioni del Belgio, le Fiandre e la Vallonia (la sua terra natia), divise da questioni linguistiche ed economiche. Sulla stessa linea del grande Eddy Merckx e di Roger De Vlaemick, che si sono sempre
battuti contro coloro che volevano separare le due più grandi realtà regionali del Belgio.


Si dice così: fuga d’altra tempi. Per spiegare le imprese, per sottoli-neare l’azzardo, il coraggio e la resistenza. Come facevano i pionieri del ciclismo quando, incuranti del pericolo e della distanza, partivano in tromba per vincere, o quanto meno per provarci. Il risultato contava sino ad un certo punto. Contava l’ardire, la sfrontatezza: “Andiamo, poi si vedrà”.


E cosi fece Philippe Gilbert il 2 aprile del 2017. In quella occasione i grandi favoriti era altri: Boonen, alla sua ultima corsa, Van Avermaet, in gran forma, Peter Sagan, all’apice della sua carriera, Niki Terpstra, e Alexander Kristoff, che sulle strade fiamminghe aveva già vinto. I primi cento chilometri della Ronde non offrirono particolari emozioni, i migliori si studiavano, bastava un errore o una caduta da stress per rovinare tutto. Poi, finalmente, ecco spuntare un outsider, un underdog, come si dice negli States: Philippe Gilbert. Nessuno si curò di lui e sul Vecchio Kwaremont partì all’attacco. Cinquanta, cento, duecento metri: arrivederci a tutti!“In quegli istanti – raccontò l’allora campione del Belgio – non ci pensai troppo. Decisi di partire, le gambe erano buone e i favoriti si guardavano in cagnesco. Io ne approfittai”. Al traguardo mancavano 56 chilometri! Fantasia, follia o che altro? La sparata del re delle Ardenne (nel 2011 aveva vinto tutto!) è ancora oggi indecifrabile. La fortuna lo aiutò pure, perché Van Avermaet, Sagan e Boonen nelle discese dei muri caddero. Intanto però il vallone pedalava e macinava chilometri deciso e carico. Niente poteva fermarlo, forse nemmeno l’imponderabile.


Gilbert, tuttavia, conobbe calo ad una trentina di chilometri da Ooudenaarde. “Sagan e Van Avermaet, ripresisi dalle cadute, prendono in mano la situazione, poco alla volta rosicchiano il vantaggio al fuggitivo che ora, da elegante equino si trasforma in un affaticato vecchio antilope e chiede all’ammiraglia notizie sul vantaggio e sulla situazione alle sue spalle” scrisse allora Alessandro Autieri sul sito giorno.it. Nell’ultimo passaggio sul Vecchio Kwaremont, il vantaggio diminuì ma Gilbert strinse i denti e l’ultimo chilometro sembrò l’epilogo di un grande romanzo: sulla linea del traguardo il ciclista vallone alzò al cielo la sua bicicletta e i tifosi fiamminghi lo applaudirono come se fosse uno dei loro.


Quel giorno, il 2 aprile di 7 anni fa, vinse anche il Belgio.

JACK PRAN

Guarda anche 

Quando l’Amstel Gold Race era nostro territorio di caccia

Forse non tutti sanno che l’Amstel Gold Race, la classica della birra, per alcuni anni è stata terra di conquista dei corridori rossocrociati. In part...
14.04.2024
Sport

“Che trionfo alla Roubaix! Cruciale la caduta di Moscon”

LUGANO - Sonny Colbrelli è uno dei direttori sportivi della Bahrain-Victorius. Un ruolo importante che gli permette di restare nel mondo del ciclismo, ne...
07.04.2024
Sport

“Vogliamo fare da traino al movimento cantonale”

LUGANO -  Adriano Alari, nato e cresciuto a Cresciano, è il figlio del popolare sprinter ticinese degli Anni 70, Piero, il padre del Kids Tour. Con lui c...
19.03.2024
Sport

“Mi aspetto che Marc Hirschi torni ad essere protagonista”

LUGANO - Rubens Bertogliati, 13 anni di onorato professionismo corroborati da una grande vittoria e una maglia al Tour de France nel 2002, oggi è coordin...
29.02.2024
Sport

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto