Sport, 29 marzo 2024

“Per i ragazzi disabili il calcio è gioia ed emozione pura...”

Det Qerkini, tecnico del progetto “Tutti in gioco”, parla della sua arricchente esperienza

LUGANO - Detjon Qerkini, detto Det, ama le sfide, soprattutto quelle difficili e complicate che riguardano lo sport e il sociale o nel caso specifico il mondo delle persone con disabilità fisica o mentale che praticano il calcio. A soli 26 anni è allenatore nel progetto Tutti in gioco,ideato e promosso da Simona Gennari, in passato una delle più grandi interpreti del football femminile svizzero. È stato proprio lei a formare Det e ad inserirlo nello staff che si occupa di far crescere e divertire questi ragazzi diversamente abili. “È una gioia per me vederli felici quando vengono al campo” ci ha raccontato nei giorni scorsi Qerkini, titolare di una carrozzeria a Grancia. Anche in questo caso una bella sfida: “Mi sono messo in proprio, era giunto il momento! ” 


Det: come ci si sente a far parte di un gruppo che lavora a favore dei giovani sportivi disabili?
Mi piace tantissimo. E direi che a livello di gruppo siamo molto bene organizzati. Anche se non è semplice, soprattutto quando ci troviamo di fronte a situazioni complicate da gestire. Personalmente ho ancora molto da imparare: ma stando al fianco di questi meravigliosi ragazzi e ragazze la mia è una crescita costante. Sin da piccolo, comunque, ho avuto a che fare con la disabilità perché mia mamma curava una ragazza diversamente abile e io l’affiancavo cantando le canzoni dei bambini. Mi ricordo come se fosse ieri la sua felicità: i suoi occhi le brillavano ed esprimevano gioia.


Per fare questo tipo di attività avete dovuto compiere un percorso. 
Esattamente: nel primo sono stato affiancato da Simona Gennari e Pier Reali, e cioè il corso per lo Special Olympics e in cui abbiamo lavorato su una parte teorica ed una parte pratica, simulando le varie disabilità ed eseguendo uno sport in palestra. Il secondo corso è stato quello relativo al G+S andicap, delle lezioni base per chi inizia a far parte del mondo della disabilità. Inutile dire che ne ho tratto benefici: il mio bagaglio d’esperienza è notevolmente cresciuto. 


Ormai Tutti in gioco è diventata una bellissima realtà.
Gli obiettivi sono quelli di farci riconoscere il piú possibile in Ticino e perché no anche al di fuori del nostro cantone. Direi che siamo a buon punto e ciò grazie a Simona Gennari che anche fuori dal campo fa tantissimo per spingere questo progetto. Puntiamo molto anche sull’integrazione al contrario, mettiamo a disposizione durante gli allenamenti/partite dei ragazzi normodotati che, senza dar loro consigli sul come devono comportarsi in campo, riescono automaticamente ad adeguarsi a loro, aiutandoli a correre, a passare la palla, a tirare in porta e soprattutto fargli fare gol! Un altro obiettivo che abbiamo raggiunto è stato quello di portare 2 ragazzi, uno ipovedente e l’altro con difficoltà neurologica, in squadre di normodotati che disputano un campionato vero e proprio. E sa una cosa? Hanno segnato in una partita ufficiale. 


I vostri allievi disabili si sono adattati bene al ritmo degli allenamenti? 
L’impegno che ci mettono in campo è nettamente superiore a quello di un ragazzo normodotato, semplicemente perché i calciatori diversamente abili hanno piú difficoltà nel comprendere le regole, gli esercizi e quindi automaticamente fanno piú fatica ed eseguire il gioco del calcio, anche se lo praticano molto bene. Senza particolari problemi. I rapporti che hanno fra di loro poi è qualcosa di inspiegabile: si vogliono un bene dell' anima, si aiutano fra di loro anche fuori dal campo, sono sempre contenti e non vedono l’ora di cominciare gli allenamenti.


Lei lavora al fianco di Pier Reali e Simona Gennari. Due maestri, due grandi professionisti.
Un esempio da seguire; hanno sempre fatto e dato il meglio per il Raggruppamento San Bernardo Me l’hanno dimostrato sia da allenatori che da colleghi. Ho grande ammirazione per loro.


Lei, fra l’altro, ha una storia molto particolare alle spalle. 
12 anni fa ho iniziato a giocare a calcio del Raggruppamento San Bernardo con dei miei amici; ero un ragazzo abbastanza complicato da gestire. Ho persino litigato con Simona Gennari e la mia ex allenatrice Maria Macrí, tanto da essere cacciato dal campo. Ho cambiato squadra e ho fatto una stagione nel FC Rapid, peró mi sono reso conto di aver fatto uno sbaglio, ero diventato un peso e un problema per i miei amici. Così ho riflettuto e mi sono ripresentato da Simona Gennari chiedendole scusa. Mi ha riaperto le porte e da li in poi non ho cambiato approccio e modo di fare. Per me è stata una lezione salutare.


Sono ormai 4 anni che esiste il progetto Tutti in gioco.
Abbiamo iniziato questo progetto in pieno periodo Covid, non è stato facile farci riconoscere sin dalle prime battute, eravamo 4 allenatori e 3 giocatori, ad oggi siamo in 18 giocatori e 7 allenatori, arbitri ufficiali, 8 sponsor, un piccolo campo per l' allenamento, in caso di brutto tempo abbiamo a disposizione una palestra e un campo grande per fare le partite. Ma quel che più conta è che siamo riusciti ad offrire pure divertimento a tutti i nostri atleti. E questo, credo, è il più bel risultato che si potesse raggiungere.


Parte importante è comunque la collaborazione con i genitori dei vostri calciatori. 
La collaborazione con i loro è molto buona, siamo grati con loro per averci dato fiducia fin dall’inizio. Non è così scontato. Hanno capito che diamo il massimo, e questo per noi è davvero uno stimolo in più. 


In Ticino esistono altri progetti come il vostro?
Assolutamente si. Il FC Mendrisio ne ha appena avviato uno e fortunatamente riusciamo ad organizzare contro di loro delle partite con arbitri ufficiali in diversi campi. Posso dire che per noi è un fantastico derby. Aggiungo anche che c’è una squadra di ragazzi diversamente abili di adulti, FC Camaleonte, gestita da Daniele Galdi e Boris Angelucci. Spero inoltre che in futuro in Ticino nascano altri progetti. Per dare un sorriso a tutti questi ragazzi disabili che ci mettono anima e cuore per giocare a questo bellissimo sport.

A.M.

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