Svizzera, 24 settembre 2024

Beat Jans sostiene di valutare di esternalizzare le domande di asilo all'estero

In futuro le domande di asilo potrebbero essere trattate direttamente dall'estero. L'idea non dispiace a Beat Jans, consigliere federale responsabile del Dipartimento di giustizia e polizia e quindi dell'asilo. In un'intervista pubblicata sabato su "Schweiz am Wochenende", il socialista ha detto di aver discusso la questione con Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Secondo Jans, Grandi “dice che queste procedure possono essere utili in determinate condizioni. Questa è anche la mia convinzione”. Secondo il basilese una simile strategia potrebbe infatti essere “più appropriata che lasciare che le persone corrano il rischio di annegare nel Mediterraneo”.

Il socialista ha tuttavia insistito su una necessità, ossia che lo Stato di diritto e i diritti umani devono essere garantiti nel caso in cui venga instaurato un sistema di esternalizzazione delle procedure di asilo. Per garantire questo presupposto, il basilese vorrebbe che i collaboratori della Confederazione e degli Stati esteri interessati collaborassero sul posto.

Non si tratta quindi di applicare una politica di outsourcing simile a quella un tempo attuata in Gran Bretagna. Vale a dire, inviare i richiedenti asilo, da qualunque parte provengano, che sono entrati illegalmente nel paese, in Ruanda affinché i loro casi possano essere trattati lì.



Fino all’inizio dell’anno il Consiglio federale affermava ancora che l’esternalizzazione delle procedure non era fattibile, sia per considerazioni giuridiche che per ragioni pratiche. Finora contrario a questo tipo di trattamento dei richiedenti asilo, Beat Jans ha subito forti pressioni da parte dell'UDC, ma anche del PLR.

Se Beat Jans riconosce che "le sfide rimangono significative", menziona un calo delle domande di asilo quest'anno, che si attesterebbero tra 28'000 e 29'000 rispetto alle 33'000 del 2023. In particolare, prevede un forte calo del numero di richiedenti asilo ucraini. cercatori (17'500 quest’anno rispetto ai 25'000 dell’anno scorso). Jans ritiene inoltre che la situazione dei richiedenti asilo nei centri di asilo stia migliorando, con una riduzione del numero di incidenti e crimini e una migliore assistenza medica e psicologica.

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