Mondo, 15 gennaio 2026

Eurovision: boicottaggi, debiti e mancati inviti. Già 13 paesi non parteciperanno

Sempre meno musica, sempre più ideologia. L’Eurovision perde Paesi e credibilità

EUROVISION - L’Eurovision 2026 che si terrà a maggio in Austria parte già in salita: diversi Paesi non ci saranno, e le ragioni hanno poco a che vedere con le canzoni. Irlanda, Islanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna hanno annunciato il ritiro per boicottare la presenza di Israele.


Bielorussia e Russia restano escluse perché sospese. Bosnia ed Erzegovina è fuori per debiti non saldati, mentre Macedonia del Nord e Slovacchia rinunciano per costi troppo elevati e mancanza di un modello sostenibile. Continua anche la riuncia di Andorra alla gara, mentre Canada e Kazakistan, pur essendo membri associati dell'organizzazione, non sono stati inclusi nella lista degli inviti.





L’Ungheria, inoltre, ha motivato la propria uscita con il crescente peso dato ai temi LGBTQ+ come elemento strutturale dell’evento. Non una scelta artistica, ma una linea narrativa ideologica imposta. Budapest ha preferito sfilarsi piuttosto che aderire a un modello considerato estraneo alla propria politica culturale.

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