SVIZZERA - Nel Canton Vaud un rifugiato ucraino è stato obbligato a rimborsare 67’000 franchi di aiuti sociali percepiti indebitamente. L’uomo, beneficiario dell’assistenza pubblica, è finito sotto i riflettori dopo che le autorità hanno accertato la sua disponibilità di un’auto di lusso, una Porsche, incompatibile con lo stato di bisogno dichiarato.
Secondo quanto riportato dalla stampa romanda, il caso è emerso nell’ambito dei controlli sull’uso corretto delle prestazioni sociali. La presenza di beni di valore non dichiarati ha fatto scattare la procedura di restituzione degli importi ricevuti, come previsto dalla normativa cantonale.
Le autorità vaudesi hanno precisato che non si tratta di un caso isolato e che i controlli vengono effettuati regolarmente su tutti i beneficiari, indipendentemente dalla nazionalità. L’obiettivo dichiarato è garantire che l’assistenza vada a chi ne ha realmente diritto e che non vi siano abusi a carico dei contribuenti.
L’episodio riaccende il dibattito sull’efficacia dei controlli, sulla gestione dell’accoglienza e sull’equità del sistema sociale. Un tema sensibile, soprattutto in un contesto di pressione crescente sulle finanze pubbliche e di aumento dei costi dell’assistenza.
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