Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri ha presentato una mozione al Consiglio federale chiedendo il trasferimento verso altri Cantoni di almeno la metà dei profughi ucraini residenti in Ticino che non hanno trovato lavoro. L’idea è semplice: spostarli in regioni dove lingua e mercato del lavoro rendono più realistico l’inserimento professionale.
Secondo i dati citati nel testo, il tasso di occupazione degli ucraini con statuto S in Ticino è attorno al 30%, nettamente al di sotto della soglia del 50% fissata dalla Confederazione. Una differenza significativa rispetto ad altri Cantoni e che, secondo Quadri, dipende da fattori strutturali del territorio.
Il Dipartimento cantonale competente indica tre ostacoli principali: la presenza di molte madri con bambini, la barriera linguistica dell’italiano e un mercato del lavoro fortemente condizionato dalla presenza di quasi 80mila frontalieri. «Per aumentare il grado di occupazione degli statuti S (…) è necessario che la Confederazione trasferisca almeno la metà dei profughi ucraini residenti in Ticino ma che non vi hanno trovato un impiego in Cantoni in cui (…) una loro integrazione professionale appaia realistica», scrive Quadri.
La mozione guarda anche al futuro dello statuto S. L’anno prossimo saranno trascorsi cinque anni dalla sua introduzione e i titolari potranno chiedere un permesso B. Se non saranno autonomi finanziariamente, saranno Cantoni e Comuni a dover sostenere integralmente i costi.
Fonte
Mozione al Consiglio federale di Lorenzo Quadri






