Secondo le ultime previsioni pubblicate da Comparis, nel 2027 i premi di cassa malati aumenteranno mediamente del 3,7% in Svizzera. Dopo anni di rincari consecutivi, qualcuno proverà persino a presentarci questo dato come “moderato”, una specie di carezza dopo anni di pugni in faccia.
Ma il problema vero è un altro: quel 3,7% è una media svizzera. Il Ticino, negli ultimi anni, ha spesso subito aumenti superiori alla media nazionale. Tradotto: mentre a Berna parlano di rallentamento, qui rischiamo ancora una volta di pagare il conto più salato.
E non bisogna essere economisti per capire l’ingiustizia del sistema. Un aumento del 3,7% su un premio da 500 franchi pesa enormemente di più rispetto allo stesso aumento applicato a chi, in cantoni come Zugo, paga 250 franchi. Quindi no, gli aumenti non sono davvero uguali per tutti, sono uguali sulla carta, ma profondamente disuguali nella realtà.
Ed è qui che il tanto celebrato federalismo svizzero mostra tutta la propria ipocrisia. Perché vivere in Ticino significa spesso avere stipendi più bassi rispetto alla Svizzera interna, ma premi sanitari tra i più alti della Confederazione. La gente non ne può più.
Non ne può più di vedere il proprio potere d’acquisto distrutto anno dopo anno. Non ne può più di sentirsi dire che “la situazione è complessa” mentre famiglie, pensionati e lavoratori devono scegliere cosa sacrificare per pagare la cassa malati.
Sul piano cantonale il bilancio politico è deludente, da anni il Dipartimento sanità e socialità guidato dal consigliere di Stato Raffaele De Rosa promette strategie e monitoraggi, ma i premi continuano a salire e le soluzioni concrete continuano a non arrivare.
Eppure, una decisione popolare chiara esiste già. Nel 2025 i ticinesi hanno approvato l’iniziativa della Lega dei Ticinesi per aumentare in maniera importante la deducibilità fiscale dei premi di cassa malati.
Una volontà popolare netta, che ora il Consiglio di Stato deve applicare senza ulteriori rinvii burocratici, perché è assurdo che i cittadini vengano obbligati a pagare premi sempre più elevati e che poi non possano nemmeno dedurli integralmente dal proprio carico fiscale.
Prima ti svuotano il portafoglio e poi ti tassano quello che rimane. Ed è anche per questo che sempre più cittadini tornano a guardare con interesse all’idea di una cassa malati unica nazionale, in quanto la salute dovrebbe essere un diritto uguale per tutti gli svizzeri, non una lotteria cantonale dove il Ticino finisce regolarmente penalizzato.
Perché qui non stiamo più parlando di semplici rincari, ma stiamo parlando di una popolazione che lavora, paga e contribuisce come tutti gli altri svizzeri, ma che continua a sentirsi dimenticata proprio quando arriva il momento di essere tutelata.
Patrizio Farei
Municipale di Faido





