Ticino, 26 marzo 2026

Christian Tresoldi: "Serve un cambio di passo immediato nella gestione della sicurezza urbana"

Aggressioni, molestie e una crescente sensazione di insicurezza nel cuore della città non possono più essere trattate come episodi isolati né minimizzate con leggerezza. Quando perfino molte persone anziane iniziano ad avere paura di recarsi in centro, significa che un limite è stato superato e che il problema va affrontato con serietà.


Va detto con chiarezza: il bersaglio di questa riflessione non è la Polizia della Città di Lugano. Gli agenti fanno il possibile ogni giorno con impegno e professionalità, spesso intervenendo in situazioni difficili, delicate e potenzialmente pericolose.
 

Lugano non è una grande metropoli fuori controllo. Non è Milano, con tutte le difficoltà che una città di milioni di abitanti inevitabilmente comporta. Proprio per questo, certi episodi pesano ancora di più, perché mettono in discussione quell’idea di città ordinata, vivibile e a misura d’uomo che ha sempre fatto parte dell’identità luganese e che rappresenta una componente essenziale della sua attrattiva e della sua qualità di vita.
 

Il segnale più preoccupante è che la paura comincia a entrare nelle abitudini quotidiane delle persone comuni. Se una signora di settant’anni teme di andare in centro città alla sera, allora vuol dire che la soglia di allarme è già stata superata. La sicurezza non si misura nei comunicati rassicuranti, ma nella libertà concreta dei cittadini di uscire, passeggiare, fare acquisti e vivere il centro senza ansia e senza timore.
 

E il problema non riguarda soltanto il centro. Anche al Parco Ciani, che dovrebbe essere uno dei luoghi più armoniosi, eleganti e rilassanti della città, troppo spesso si assiste a scene indecorose: persone fuori controllo che urlano, litigano, disturbano o addirittura urinano sulle palme e negli spazi verdi. Non è ammissibile. Il parco più bello di Lugano non può diventare il teatro del disordine, del degrado e dell’inciviltà. Chi vi si reca cerca quiete, bellezza, natura, un momento di pace. Non può invece trovarsi immerso tra grida, tensioni e comportamenti indegni di uno spazio pubblico di tale valore.
 


 

Troppo spesso ci si rifugia dietro l’idea secondo cui non si può fare nulla finché non viene commesso un reato. Ma questa logica è debole e rischia di diventare pericolosa. La sicurezza non può ridursi all’attesa passiva del peggio. Al contrario, significa prevenzione, presenza visibile, presidio del territorio, intervento tempestivo e capacità di leggere per tempo i segnali di degrado o di aggressività prima che la situazione degeneri.
 

A Lugano si tende spesso a dire che va tutto bene. Ed è vero: per ora la situazione non è gravissima. Ma i segnali sono arrivati, e ignorarli sarebbe un errore. Non è normale, e non può diventarlo, che una persona fuori controllo giri per Lugano gridando e aggredendo signore anziane. A Lugano questo non può succedere.
 

Proprio per questo bisogna agire, bisogna fare, bisogna intervenire con metodo: una vera to-do list della sicurezza, affrontando e risolvendo i problemi uno a uno. Il Parco Ciani, la pensilina, la stazione il venerdì sera e ogni altro punto critico della città. Perché la sicurezza non si garantisce con le parole, ma sistemando con serietà, presenza e continuità tutto ciò che non funziona.
 

Lugano ha il dovere di preservare l’ordine, la vivibilità e il decoro che ne hanno sempre contraddistinto l’identità. La sicurezza non è un tema secondario, né una questione da affrontare soltanto quando i problemi esplodono. È una condizione essenziale per vivere bene la città. E proprio perché oggi non siamo ancora davanti a una situazione fuori controllo, questo è il momento giusto per intervenire: con lucidità, con concretezza e con la volontà di risolvere i problemi prima che diventino abitudine.

Christian Tresoldi
Consigliere Comunale Città Di Lugano 

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