Il 13 giugno 2021 il 62% dei ticinesi ha votato per inserire la sovranità alimentare tra gli obiettivi sociali della Costituzione cantonale. Oggi, però, la filiera del latte è sotto pressione: prezzi bassi, trasporti fuori Cantone, aziende agricole a rischio chiusura.
Con un’interrogazione presentata il 21 aprile 2026, Lea Ferrari e Massimiliano Ay chiedono al Consiglio di Stato risposte precise. Il nodo è concreto: quanto latte non ticinese viene lavorato in Ticino? Da dove arriva? E perché il latte ticinese deve essere trasportato verso Lucerna mentre altro latte entra da fuori Cantone?
Nel testo si punta il dito anche contro le conseguenze della chiusura della Lati e contro una gestione che avrebbe scaricato i problemi sulle aziende agricole. Il rischio indicato è netto: smantellare una filiera locale, perdere competenze secolari e rendere il Ticino più dipendente dalle importazioni.
Tra le domande al Governo: se il Cantone ritenga che in Ticino si produca troppo latte, se auspichi una “ristrutturazione naturale” tramite la chiusura delle aziende senza successione, e come intenda sostenere trasporto e lavorazione locale. Qui la sovranità alimentare non è uno slogan: o diventa politica concreta, o resta una riga nella Costituzione.





