Mondo, 19 maggio 2026

Ecco i messaggi deliranti dell'attentatore di Modena. Salvini all’attacco: “Revocare cittadinanza e permesso a chi commette gravi reati”

Dopo l’attentato con l’auto sulla folla, emergono le email choc di Salim El Koudri all’Università. Il vicepremier rilancia la linea dura: basta protezioni per chi tradisce il Paese che lo ha accolto.

Il caso di Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo essersi lanciato con l’auto sulla folla nel centro di Modena, continua a far discutere. Sabato 16 maggio, secondo le ricostruzioni finora emerse, l’uomo ha travolto diversi passanti e ha poi tentato la fuga armato di coltello. Il bilancio è pesante: otto feriti, quattro in condizioni gravi.
 

El Koudri è nato in Italia da famiglia di origine marocchina, è cittadino italiano dal 2009 ed è laureato in Economia aziendale. Un profilo che, almeno sulla carta, dovrebbe rientrare nella categoria che per anni è stata presentata come esempio di integrazione riuscita. Poi sono arrivati i fatti di Modena.
 

A rendere il quadro ancora più pesante sono ora le email inviate nel 2021 all’Università di Modena e Reggio Emilia, finite al vaglio degli inquirenti. In quei messaggi, secondo quanto riportato dalla stampa italiana, El Koudri chiedeva un lavoro da impiegato e non da magazziniere: “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in c... al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poi un altro messaggio: “Fatemi lavorare”. Quindi l’insulto religioso: “Bastardi cristiani di m.... voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio”. Infine le scuse: “Mi dispiace per la maleducazione”.
 


 

Matteo Salvini ha scelto di non abbassare i toni. In un post pubblicato sui social, il vicepremier italiano ha scritto: “Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare l’attentato di Modena. Vediamo se tivù e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d’amore... Avanti con la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati”.
 

Il punto politico è evidente. Non si tratta solo del singolo caso giudiziario, sul quale saranno gli inquirenti e i giudici a stabilire responsabilità, movente e aggravanti. Si tratta anche del fallimento di una narrazione: quella secondo cui bastano nascita, scuola, laurea e passaporto per cancellare automaticamente problemi di integrazione, rancore sociale, rifiuto dei valori del Paese ospitante o di cittadinanza.
 

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato che si parla di un cittadino italiano e che, allo stato degli atti, non emergerebbero segnali di radicalizzazione islamista strutturata. Resta però un fatto: un uomo con cittadinanza italiana, senza precedenti penali noti e già seguito in passato per problemi psichici, ha seminato il panico nel centro di una città, lasciando a terra persone innocenti.
 

Fonte profilo Matteo Salvini

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