Il Partito Comunista era in piazza a Bellinzona, accanto ai tassisti che hanno protestato davanti al governo per chiedere maggiore considerazione delle loro condizioni di lavoro e regole chiare per piattaforme come Uber.
Il PC ha espresso “solidarietà ai tassisti” e ha denunciato una situazione che, a suo giudizio, mette sotto pressione il mercato del lavoro. Il nodo è noto: da una parte professionisti sottoposti a licenze, costi e obblighi; dall’altra piattaforme digitali che operano con modelli più leggeri.
Secondo il Partito Comunista, in altri Cantoni realtà come Uber sono già parificate ai professionisti, mentre in Ticino il settore resta esposto a una concorrenza che rischia di scaricarsi sulle condizioni di chi lavora.
Il partito richiama anche il precedente delle aziende di consegne, “che sfruttano i corrieri precarizzando le condizioni di tutto il settore”. Per il PC il copione è lo stesso: piattaforme che comprimono i costi e finiscono per indebolire lavoratori e professionisti.
La richiesta politica è quindi semplice: il governo ticinese non può ignorare la protesta dei tassisti. Servono regole uguali per tutti, senza lasciare che l’innovazione diventi un alibi per fare dumping sul lavoro.





