Ticino, 15 luglio 2026

Corsi di nuoto gratis agli asilanti: Mazzoleni chiede chi paga in Ticino

Il deputato e vicecoordinatore leghista interroga il Governo: quanti corsi sono stati organizzati, quali enti li finanziano e perché eventuali opportunità pagate con denaro pubblico non dovrebbero essere offerte anche ai ticinesi in difficoltà?

La notizia dei corsi di nuoto gratuiti destinati ai richiedenti l’asilo, organizzati in alcune regioni della Svizzera interna, arriva ora anche sui banchi del Gran Consiglio ticinese. Il deputato Alessandro Mazzoleni, della Lega dei Ticinesi, ha presentato un’interrogazione per sapere se iniziative analoghe esistano anche in Ticino e, soprattutto, chi ne sostenga i costi.
 

Il caso è emerso nei giorni scorsi dopo un servizio della RSI dedicato a un programma attivo nel canton Turgovia. Il corso, organizzato dalla Croce Rossa turgoviese insieme alla locale sezione della Società svizzera di salvataggio, prevede sei lezioni per trasmettere ai partecipanti le conoscenze di base sul comportamento in acqua e sui principali rischi.
 

Mazzoleni, insieme ai cofirmatari Daniele Piccaluga, Boris Bignasca, Sem Genini, Omar Balli, Andrea Sanvido, Raffaella Zucchetti, Mauro Minotti e Roberto Ostinelli, chiede al Consiglio di Stato di fare chiarezza sulla situazione cantonale. La domanda centrale è semplice: anche in Ticino vengono organizzati corsi di nuoto gratuiti per richiedenti l’asilo o persone ammesse provvisoriamente?
 


 

L’interrogazione domanda quanti corsi siano stati promossi negli ultimi cinque anni, quanti partecipanti abbiano coinvolto e quali siano le fonti di finanziamento. I deputati vogliono inoltre sapere se vi sia un coinvolgimento diretto o indiretto del Cantone o di altri enti pubblici, ad esempio attraverso contributi, pagamento degli istruttori o messa a disposizione gratuita delle piscine.
 

Nel mirino c’è quindi l’utilizzo di risorse pubbliche. Mazzoleni chiede se docenti e istruttori siano retribuiti, da chi vengano pagati e se l’uso delle infrastrutture comporti costi per la collettività. Una verifica che riguarda non soltanto eventuali versamenti diretti, ma anche spese assorbite da enti pubblici o para-pubblici.
 

L’interrogazione pone infine una questione politica: qualora questi corsi siano finanziati anche solo in parte con denaro pubblico, il Governo dovrebbe valutare di offrire opportunità analoghe anche ai cittadini ticinesi in difficoltà economica. Il riferimento riguarda in particolare bambini, giovani e adulti che vorrebbero imparare a nuotare ma non possono permettersi un corso.
 

Al Consiglio di Stato viene quindi chiesta una risposta completa: quanti corsi esistono, chi li organizza, chi li frequenta e, soprattutto, chi paga.
 

Fonte: Interrogazione di Alessandro Mazzoleni e cofirmatari

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