Ticino, 02 luglio 2026

"Non lasciate Arzo ai vandali"

Arzo era conosciuto come un villaggio sereno, dove le famiglie potevano vivere in tranquillità. Purtroppo, negli ultimi anni, si sono verificati ripetuti episodi in cui gruppi di ragazzi hanno vandalizzato proprietà pubbliche e private. L’accanimento più evidente sembra riguardare il delicato rivestimento in fibrocemento della palestra scolastica, ma non mancano danni anche a proprietà private, spesso ai vetri delle finestre.

A seguito di atti vandalici significativi, come la rottura di numerosi pannelli di rivestimento e, più recentemente, l’esplosione della bucalettere della scuola dell’infanzia con intrusione nel relativo parco, media e autorità si sono dichiarati indignati, promettendo un maggiore impegno per contrastare tali episodi e assicurando l’installazione di videocamere per identificare più facilmente i responsabili.

Nonostante ciò, nulla sembra essere cambiato.

Questi giovani si ritrovano quotidianamente per urlare, ascoltare musica ad alto volume, scorrazzare in motorino o scooter sul campo da pallacanestro, oppure gareggiare ad alta velocità su via Onorio Longhi, senza rispettare limiti di velocità e divieti di transito. A ciò si aggiungono bottiglie di vetro spaccate, rifiuti lasciati in giro, palloni calciati con violenza contro elementi del parco giochi e della palestra, verosimilmente con l’intento di danneggiarli. L’elenco, purtroppo, potrebbe essere ancora più lungo.

Tra i danni provocati e non riportati dai media, vanno citati anche quelli al WC pubblico esterno annesso alla palestra, vandalizzato mesi fa in modo tale da renderlo inagibile fino a nuovo avviso.

Si tratta di comportamenti che non appartengono alla nostra realtà e che nella nostra società non dovrebbero trovare spazio. Il rivestimento della palestra, dopo essere stato riparato più volte da ditte specializzate — ed è lecito chiedersi chi abbia sostenuto questi costi e a quanto siano ammontati finora — è stato in parte rimpiazzato da pannelli in legno più resistenti. Tuttavia, i pannelli non protetti dalle reti alte sono stati nuovamente danneggiati di proposito a pallonate, con la conseguenza che il Comune dovrà ancora una volta farsi carico delle spese di ripristino.

I gruppi, talvolta composti da numerosi ragazzi e ragazze, incutono anche un certo timore in chi si trova a passare nella zona di sera. Essendo Arzo un piccolo villaggio, le voci corrono: si parla di violenti scontri verbali e minacce verso alcuni abitanti che avrebbero osato commentare certi comportamenti, di intrusioni in cantieri, di manomissioni, di pericolose salite sulle gru e perfino di episodi di vilipendio al cimitero. Se non si interviene, questo elenco rischia soltanto di allungarsi.

Le autorità politiche e la polizia comunale, contattate più volte da diversi privati, sono perfettamente a conoscenza della situazione. Tuttavia, alla luce del perdurare dei comportamenti vandalici, pare che nessuna misura efficace sia stata adottata, né che i responsabili — o meglio, i loro genitori — siano stati segnalati, multati o obbligati al risarcimento dei danni.

L’assenza di controlli seri permette a questi ragazzi di agire indisturbati, in una situazione che sembra non destare sufficiente preoccupazione nelle autorità e che, a mio parere, è già fuori controllo.

In primo luogo, mi chiedo come certi genitori possano pensare di educare un figlio o una figlia in questo modo, rendendoli un problema per la società invece che una risorsa. Non credo si tratti di “disagio giovanile”, di “mancanza di spazi adeguati” o di qualche altra scusa utile ad attribuire alla collettività la responsabilità di gesti insensati. A mio avviso, si tratta soprattutto di una grave carenza educativa familiare, aggravata da una difesa cieca di certi comportamenti e dalla mancanza di modelli positivi. Molti giovani sembrano infatti imitare atteggiamenti violenti o delinquenziali diffusi e celebrati sui social, dove certi personaggi vengono idolatrati e trasformati in modelli.

In secondo luogo, mi chiedo come sia possibile che l’ordinanza municipale concernente la repressione dei rumori molesti e inutili consenta schiamazzi e attività sportive rumorose fino alle 23.00, anche nelle sere feriali, quando il giorno dopo molte persone devono alzarsi presto per lavorare. Ci sono famiglie con bambini piccoli, persone anziane o semplicemente cittadini che hanno diritto al riposo. Dovremmo forse tutti mettere i tappi per le orecchie affinché i “poveri” ragazzi possano continuare a divertirsi a modo loro? Tra l’altro, contro certi rumori così forti, i tappi servono a poco.

Ad oggi, l’intervento della polizia prima delle 23.00 sembra possibile solo quando vengono utilizzati altoparlanti o casse, e spesso arriva comunque tardi. Ma questa, purtroppo, non è la sede per approfondire questo aspetto.

In terzo luogo, mi chiedo come mai a livello comunale nessuno sembri interessarsi seriamente alla situazione, nonostante le diverse segnalazioni alla polizia. I ragazzi agiscono indisturbati fino a tarda ora, sia durante la settimana sia nel fine settimana, quando i loro comportamenti si protraggono talvolta fino a notte inoltrata.

So inoltre di persone che, dopo aver denunciato danni o episodi subiti, si sono sentite trattate con scarsa considerazione. Alla fine, molti preferiscono non denunciare più, stringere i denti e andare avanti.

La polizia potrebbe, ad esempio, inserire nelle ronde serali un passaggio regolare e mirato nella fascia oraria più critica, indicativamente tra le 21.00 e le 23.00, così da scoraggiare o prevenire comportamenti violenti e molesti. Non bastano semplici chiacchierate bonarie o pacche sulla spalla. Inoltre, si potrebbero finalmente installare sistemi di videosorveglianza per monitorare un’area che rischia di diventare una terra di nessuno.

Questo breve esposto è accompagnato dalla speranza che non resti lettera morta, ma che chi di dovere intervenga per restituire al nostro quartiere la tranquillità che lo ha sempre contraddistinto, a tutela di chi vi abita e vi soggiorna.

Siamo stufi di vivere in un quartiere per certi versi dimenticato e ignorato dalle autorità, e di sentirci in balia di vandali lasciati liberi di agire senza conseguenze.

Lettera firmata
 

Fonte immagine: AI

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