l Consiglio di Stato ticinese passa ai fatti sul dossier frontalieri. Davanti alla «tassa sulla salute» che la Lombardia vuole applicare ai vecchi permessi G, il Governo ha deciso un blocco cautelativo di parte dei ristorni destinati all’Italia.
La cifra è pesante: oggi verranno versati circa 59 milioni di franchi, mentre altri 50 milioni franchi resteranno sospesi. Il Piemonte è escluso dalla misura, perché non intende procedere con la tassa.
Secondo la perizia del professor Pascal Hinny, il prelievo lombardo sarebbe un’imposta e quindi contrario agli accordi fiscali tra Svizzera e Italia. Per Zali, la sua introduzione «concretizzerà la violazione dell’accordo internazionale».
Il Ticino chiede ora alla Confederazione di sostenere concretamente il Cantone e di intervenire con Roma. Il messaggio politico è chiaro: se la Lombardia insiste, i ristorni non possono continuare come se nulla fosse.





