Un corso obbligatorio per docenti e direzioni della scuola dell’obbligo ticinese solleva interrogativi in Gran Consiglio. Con un’interpellanza presentata oggi, Maria Pia Ambrosetti chiede al Consiglio di Stato di chiarire contenuti, basi scientifiche e giuridiche e possibili conseguenze sull’insegnamento agli allievi.
Il percorso, annunciato dalla Commissione per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole (CEAS), è accessibile tramite Moodle, dovrà essere completato entro dicembre 2027 e vale come giornata di formazione continua.
La prevenzione degli abusi e la protezione dei minori non sono in discussione. I dubbi riguardano invece i temi che vanno oltre questi obiettivi. Secondo l’interpellanza, il corso affronta anche identità e fluidità di genere, orientamento sessuale, transizione sociale, persone transgender e non binarie, pornografia, contraccezione d’emergenza e interruzione volontaria della gravidanza.
Da qui le domande al Governo: su quale base giuridica il corso è stato reso obbligatorio? Chi ha elaborato e validato i moduli? Quali esperti o organizzazioni esterne sono stati coinvolti? E perché i materiali non vengono messi integralmente a disposizione di docenti e famiglie?
Un altro punto riguarda la libertà degli insegnanti. La circolare parla di autonomia del personale, ma impone comunque il completamento dell’intero percorso. L’interpellanza chiede quindi quale spazio resti per eventuali obiezioni scientifiche, pedagogiche o etiche.
C’è poi il ruolo delle famiglie. Sono state consultate? Come verranno informate sui contenuti proposti agli allievi? Saranno previste alternative per le attività che vanno oltre la prevenzione degli abusi e l’insegnamento biologico?
La CEAS definisce il corso un “primo tassello” di un progetto più ampio. Per questo viene chiesto al Consiglio di Stato di spiegare cosa seguirà: altre formazioni, direttive, materiali o attività destinate direttamente agli allievi, con quali costi e per quali fasce d’età. L’interpellanza chiede infine una valutazione indipendente e pluralista del percorso e domanda se, nel frattempo, il Governo sia disposto a sospendere l’obbligatorietà dei moduli più controversi.
Fonte: Interpellanza di Maria Pia Ambrosetti, Roberta Soldati










