Il cantiere del nuovo Centro professionale tecnico del settore tessile di Chiasso, la futura scuola di moda prevista nel comparto della stazione FFS, è sostanzialmente fermo da metà maggio. La ripresa completa dei lavori, inizialmente attesa in tempi brevi, è ora indicata soltanto nel corso dell’autunno. Sul tavolo restano però domande precise: che cosa è successo, quanto durerà lo stop e chi pagherà eventuali conseguenze finanziarie?
A chiederlo al Consiglio di Stato è un’interrogazione parlamentare presentata da Stefano Tonini e sottoscritta da Matteo Quadranti, Andrea Rigamonti, Roberto Ostinelli, Giovanni Capoferri, Ivo Durisch e Raffaella Zucchetti. I deputati chiedono al Governo di chiarire la natura delle criticità emerse, l’estensione della sospensione e le conseguenze sul programma dei lavori.
Il progetto non è marginale. Il costo complessivo annunciato dal Cantone, comprendente l’acquisto del fondo, la progettazione, il nuovo centro e l’autorimessa Park&Rail, è di circa 68 milioni di franchi. La struttura dovrà riunire la Scuola d’arti e mestieri della sartoria e la Scuola specializzata superiore di abbigliamento e design della moda, oggi distribuite tra Viganello e Biasca, e potrà accogliere circa 300 persone in formazione.
La Sezione della logistica ha spiegato che «sono emersi alcuni aspetti progettuali che richiedono ulteriori approfondimenti e la definizione delle relative soluzioni tecniche». Da metà maggio sono quindi state sospese le lavorazioni principali, mentre alcune attività puntuali sarebbero proseguite sulle infrastrutture non interessate dalle verifiche. Una spiegazione che conferma il problema, ma non ne chiarisce ancora la portata.
Uno dei punti più delicati riguarda la vicinanza alla linea ferroviaria internazionale. L’interrogazione domanda se le verifiche siano legate alla sicurezza, alle vibrazioni, alla logistica di cantiere o a vincoli tecnico-autorizzativi. Viene inoltre chiesto se siano state formalmente coinvolte le FFS, che hanno confermato di essere in contatto con i referenti del cantiere proprio per la prossimità dell’opera ai binari.
Il nodo centrale resta quello dei soldi. Il Gran Consiglio ha autorizzato nel 2024 una spesa di 59'842'000 franchi per la costruzione della sede e dei parcheggi, con un credito netto di 51'251'000 franchi. Considerando anche l’acquisto del fondo e la progettazione, il costo complessivo comunicato dal Cantone sale a circa 68 milioni. I firmatari chiedono se queste cifre siano ancora attuali, se la riserva per rincari sia sufficiente e se esista il rischio di un credito supplementare.
Il Consuntivo cantonale 2025 aveva già registrato, per questo progetto, investimenti superiori di 2,156 milioni rispetto al preventivo annuale. Il Governo aveva attribuito lo scostamento all’avvio anticipato del cantiere, partito nel dicembre 2024 anziché a fine gennaio 2025, e all’anticipo di alcune liquidazioni parziali. Quel dato non dimostra un superamento del costo totale, ma rende ancora più necessaria una fotografia finanziaria aggiornata dopo il fermo delle lavorazioni.
Le quindici domande rivolte al Governo puntano anche sul calendario: il Cantone conferma la consegna a metà 2028 e l’avvio delle lezioni nell’anno scolastico 2028-2029? E, qualora emergessero extracosti, saranno assorbiti nei crediti esistenti, compensati ridimensionando il progetto oppure sottoposti nuovamente al Gran Consiglio? Dopo due mesi di stop e davanti a un investimento da 68 milioni, una risposta dettagliata non può essere rinviata.







