Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere in Germania il caso di Jens Spahn, importante esponente conservatore tedesco che si è dimesso dal suo incarico di capogruppo in seguito agli attacchi provenienti dal suo stesso partito, la CDU. A Spahn veniva rimproverato di avere un figlio tramite maternità surrogata negli Stati Uniti, una pratica vietata in Germania e alla quale il politico si era precedentemente opposto. Da allora, la questione dell'eventuale autorizzazione della maternità surrogata è tornata al centro del dibattito, anche in Svizzera, dove alcuni parlamentari si sono detti favorevoli a un allentamento delle leggi vigenti.
È questa, in particolare, l'opinione del Consigliere nazionale Hans-Peter Portmann (PLR/ZH). Pur dichiarando di nutrire "alcune riserve personali" in merito alla maternità surrogata, egli riconosce che "molte persone desiderano realizzare il sogno di avere un figlio attraverso questa soluzione". A suo avviso, i legislatori non dovrebbero "fare i moralisti" spingendo chi cerca aiuto a rivolgersi all'estero. "Dobbiamo avviare un dibattito politico su questo tema: la maternità surrogata dovrebbe essere legalizzata".
Riguardo al caso di Spahn, Portmann ritiene che la politica richieda figure capaci di rivedere le proprie posizioni quando l'interesse pubblico lo esige. "Ma ciò deve avvenire pubblicamente e con totale trasparenza; non si può difendere ufficialmente una posizione per poi agire diversamente dietro le quinte", critica il deputato PLR.
Anche il suo collega Patrick Hässig (PVL/ZH) muove aspre critiche al politico della CDU. A suo avviso, Spahn sta giocando una "partita politicamente disonesta": "Non si può cercare di vietare qualcosa ai propri concittadini nel proprio Paese, per poi farne personalmente ricorso all'estero".
Dal canto suo, Hässig si dice favorevole alla maternità surrogata, ma solo in forma non commerciale. "È una realtà della nostra società ed è meglio affrontare il problema all'interno del nostro Paese piuttosto che costringere le persone ad andare all'estero", sostiene. In tali casi, infatti, la Svizzera perde di fatto il controllo sul quadro giuridico.
Secondo Hässig, la Svizzera necessita di una legge con un quadro giuridico chiaro, "che metta al centro i diritti delle madri surrogate, dei genitori e soprattutto del bambino". Aggiunge inoltre che anche le considerazioni etiche devono far parte del dibattito, al fine di garantire una pratica responsabile. A favore della maternità surrogata "altruistica"
In merito al caso Spahn, il Consigliere nazionale Michael Töngi (Verdi/LU) osserva che le posizioni politiche e le scelte private non sempre coincidono. Tuttavia, aggiunge: "Rifiutare politicamente la maternità surrogata e poi ricorrervi nella vita privata rappresenta una contraddizione troppo marcata".
Secondo Töngi, la maternità surrogata è una questione "eticamente complessa". "Dato che esiste nella realtà ma viene semplicemente spostata all'estero, è necessario discuterne", afferma. Oltre alla maternità surrogata a scopo di lucro, ne esiste una forma altruistica, volta a evitare che le donne si offrano di portare in grembo un bambino per motivi economici. "Questa forma merita una discussione pacata; ci vorrà tempo", conclude l'ecologista.







