Gli automobilisti che hanno più di 75 anni devono sottoporsi a una visita medica ogni due anni per mantenere la patente. Di fronte all'aumento degli incidenti che coinvolgono persone anziane, un medico specializzato in medicina dei trasporti e l'associazione Pro Senectute hanno proposto lo scorso marzo l'introduzione di controlli medici obbligatori, comprensivi di esami di guida, ogni anno a partire dagli 80 anni.
Inoltre, uno studio condotto lo scorso maggio dall'Università di Scienze Applicate e Arti della Svizzera Occidentale (HES-SO) di Losanna e Zurigo (ZHAW) ha denunciato le procedure di valutazione, definendole significativamente carenti e tutt'altro che affidabili. I ricercatori hanno criticato l'incoerenza del sistema, con prassi diverse da un cantone all'altro, e hanno chiesto una regolamentazione uniforme. I dati dell'Ufficio federale di statistica (UST) sono d'altronde inequivocabili: nel 2025 i conducenti con più di 80 anni avrebbero causato più del doppio degli incidenti con feriti per chilometro percorso rispetto ai conducenti con meno di 24 anni. Il rischio di incidenti aumenta significativamente a partire dai 65 anni, ma coloro che hanno tra i 65 e i 79 anni sono comunque meno coinvolti rispetto ai conducenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni.
Oltre alle misure già in vigore e quella proposta da Pro Senectute, in Parlamento c'è chi vuole andare oltre. La consigliera nazionale Marionna Schlatter (Verdi/ZH) vuole rendere più severi i test di idoneità alla guida per gli anziani. Durante l'ultima sessione parlamentare ha presentato ha quindi presentato una mozione, chiedendo al Consiglio federale di esaminare le modalità per migliorare la sicurezza stradale degli automobilisti più anziani, con l'obiettivo di accrescere la sicurezza stradale in generale.
Tra le soluzioni proposte figurano incentivi per la ripresa volontaria delle lezioni di guida a partire da una certa età, oppure corsi obbligatori o esami pratici. Schlatter suggerisce anche di valutare restrizioni progressive, come il divieto di guida notturna o in autostrada. Infine, propone di esplorare il potenziale dei sistemi di assistenza alla guida.
"L'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e sensibilizzare gli automobilisti più anziani è comprensibile", afferma il consigliere nazionale Martin Candinas (Centro/GR). Tuttavia, ritiene che il Consiglio federale non sia il destinatario appropriato di questa richiesta. Secondo Candinas, il Consiglio svizzero per la prevenzione degli incidenti stradali (UPI) ha un ruolo chiave nel migliorare la sicurezza degli automobilisti più anziani. "Iniziative volontarie, come corsi di guida, sessioni informative o autovalutazioni, potrebbero dare un contributo significativo", sostiene Candinas.
Più critico su queste restrizioni è invece il consigliere nazionale Christian Imark (UDC/SO). Secondo lui il confronto tra le statistiche sia fuorviante: l'Ufficio federale di statistica raggruppa i giovani conducenti in una fascia d'età di sei anni (dai 18 ai 24 anni), mentre distingue tra anziani di età compresa tra i 65 e i 79 anni e quelli di età superiore agli 80 anni. Secondo Imark, Marionna Schlatter sta confondendo le diverse categorie di età creando una categoria "oltre i 70" che non esiste nelle statistiche ufficiali. "Fare politica in questo modo e aizzare l'opinione pubblica contro i conducenti più anziani è irresponsabile", afferma il democentrista.






