Svizzera, 28 agosto 2026

Anche il partito comunista si schiera: "No alla complicità con la NATO"

In Ticino anche Partito Comunista, POP, SISA e Movimento Svizzero per la Pace sostengono l’iniziativa in votazione il 27 settembre. Nel mirino l’avvicinamento alla NATO e le sanzioni unilaterali.

Il fronte favorevole all’iniziativa sulla neutralità si allarga anche a sinistra. In vista della votazione federale del 27 settembre, in Ticino il Comitato pacifista e internazionalista per la neutralità riunisce Partito Comunista, Partito Operaio e Popolare, Associazione Svizzera-Cuba, Associazione “No UE - No NATO”, Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e Movimento Svizzero per la Pace.
 

Nel comunicato, il comitato accusa la Confederazione di essersi avvicinata troppo alla NATO e di partecipare, attraverso le sanzioni, a quella che definisce una politica di “guerre economiche”.
 

L’iniziativa «Salvaguardia della neutralità svizzera», sottoposta al voto popolare il 27 settembre 2026, vuole iscrivere nella Costituzione una neutralità “perpetua e armata”. Il testo prevede che la Svizzera non possa aderire ad alleanze militari o difensive e limita la cooperazione con esse ai casi di attacco militare contro il Paese o di preparativi concreti in tal senso. Prevede inoltre che la Confederazione non partecipi a conflitti militari tra Stati terzi e non adotti sanzioni contro Stati belligeranti, salvo quelle decise dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e le misure contro l’elusione delle sanzioni.
 


 

Il comitato di sinistra mette l’accento soprattutto su tre punti: stop all’allineamento alla politica dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, nessun ulteriore avvicinamento alla NATO e fine della partecipazione svizzera alle sanzioni unilaterali. “No alla complicità con la NATO”, si legge nel comunicato, che presenta l’iniziativa come l’occasione per permettere alla popolazione di pronunciarsi chiaramente su questo orientamento.


Il dato politico è evidente: sul tema della neutralità si sta formando un fronte che supera la tradizionale divisione tra destra e sinistra. Le motivazioni possono essere diverse, ma la conclusione è la stessa: riportare la Svizzera verso una neutralità più netta e meno esposta alle pressioni dei blocchi internazionali.
 

Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano invece di respingere l’iniziativa, sostenendo che una definizione più rigida della neutralità ridurrebbe il margine di manovra della politica estera svizzera. Il 27 settembre saranno Popolo e Cantoni a decidere.
 

Fonte: Partito Comunista. Immagine: Max Ay, segretario PC

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