La sistemazione di Via Nodivra, a Carona, finisce nuovamente sui banchi del Municipio di Lugano. Lucia Minotti, consigliera comunale della Lega dei Ticinesi, ha presentato un’interrogazione dopo la recente notifica dei contributi di miglioria ai proprietari interessati dall’opera.
Minotti, che aveva seguito il progetto anche quale relatrice della Commissione dell’Edilizia sul Messaggio municipale 11253, ha approfondito la documentazione tecnica utilizzata per determinare i contributi. E proprio dai criteri applicati emergono, secondo l’interrogante, diversi punti da chiarire.
Uno dei principali riguarda il beneficio attribuito ai fondi situati nel nucleo di Carona e lungo Via Principale. Lo studio considera infatti tra i vantaggi la riduzione del traffico e del rumore e un conseguente miglioramento della vivibilità, sulla base dell'ipotesi che queste zone «non subiranno più il transito dei veicoli pesanti né quello del traffico di passaggio».
Minotti domanda però su quali rilevamenti e dati di traffico si basi questa valutazione e quale quota del traffico ordinario sia stata effettivamente trasferita, o sarà trasferita, dal nucleo verso Via Nodivra.
Il punto è particolarmente rilevante perché, come ricorda l’interrogazione, Via Nodivra veniva già utilizzata per raggiungere stagionalmente le infrastrutture ricreative e dai mezzi pesanti che, per le loro dimensioni, non potevano attraversare la strettoia sotto la chiesa. La domanda è quindi quale nuovo vantaggio specifico abbia prodotto l’allargamento della strada per i proprietari oggi chiamati a contribuire.
Un altro interrogativo riguarda il perimetro scelto. La relazione tecnica del progetto definitivo del 2013 indicava Via Nodivra quale accesso diretto da nord sia alla piscina comunale sia al Parco San Grato. Quest’ultimo, osserva Minotti, non compare però tra le infrastrutture considerate nello studio del 2026. Al Municipio viene quindi chiesto se il comparto sia stato valutato e, in caso contrario, per quale motivo.
Sotto esame finiscono anche le cifre. Diverse categorie di spesa risultano considerate integralmente quali opere di miglioria: 276'000 franchi per opere di sostegno della fossa di scavo, 218'000 per ancoraggi e pareti chiodate, 45'000 per giardini e opere paesaggistiche, 72'000 per recinzioni e accessi, 139'000 per selciati e delimitazioni, 500'000 per opere in calcestruzzo e 200'000 franchi per espropri.
Minotti vuole sapere secondo quali criteri queste spese siano state interamente inserite nella base di calcolo ripartita sull’intero comprensorio. E chiede inoltre di chiarire se all’interno di tali voci siano comprese sistemazioni eseguite nell’interesse specifico di singole proprietà, come accessi, recinzioni, muri di sostegno, giardini, ripristini o rivestimenti in pietra naturale.
Infine c’è la questione del conto definitivo. Il contributo notificato ai proprietari è infatti calcolato sulla base del preventivo ed è definito preliminare dalla stessa documentazione tecnica. L’interrogazione chiede quando saranno disponibili i costi effettivi dell’opera e come verranno adeguati i contributi qualora la spesa riconducibile alle opere di miglioria risultasse diversa da quella oggi preventivata.











