Svizzera, 09 settembre 2026

È polemica su un parco eolico costato 34 milioni di franchi ma che ne riceve 100 di sussidi

È un investimento garantito quello fatto dall'azienda municipale di Grenchen (SWG). La SWG ha infatti investito 34 milioni di franchi in un parco eolico situato sul monte Grenchenberg, nel canton Soletta, e secondo quanto annunciato di recente dalla Confederazione, nei prossimi anni gli operatori dovrebbero ricevere sussidi stimati tra i 93 e i 100 milioni di franchi, o addirittura fino a 135 milioni in scenari estremi.

Detto altrimenti, l'investimento iniziale di 34 milioni di franchi potrebbe essere compensato da sussidi pari a tre o quattro volte tale cifra. Ciò garantirebbe un ritorno di tre o quattro franchi per ogni franco investito. Questo ingente afflusso di denaro è alimentato dalla tariffa di immissione a copertura dei costi (RIC) per l'elettricità immessa in rete, finanziata dalle famiglie: ogni consumatore di energia elettrica paga 2,3 centesimi per kilowattora. Una parte di questi fondi è destinata al sostegno dell'energia eolica e di altre energie rinnovabili.

Oggi, un simile livello di finanziamento non sarebbe più disponibile per nuovi progetti eolici. Tuttavia, il progetto del Grenchenberg beneficia di una garanzia di lunga data su queste tariffe elevate, rimasta valida anche dopo quasi due decenni di pianificazione. Come molti altri progetti eolici, il parco eolico del Grenchenberg è rimasto bloccata per anni a causa di ricorsi legali.

Questi milioni garantiti oggi però stanno suscitando critiche. "Le turbine eoliche sono diventate una gigantesca mucca da mungere", sostiene Rémy Wyssmann, Consigliere nazionale (UDC/SO). "Grazie alla tariffa di immissione, ogni famiglia finanzia profitti colossali per i magnati dell'elettricità. Le aziende energetiche si arricchiscono spudoratamente attraverso questi prelievi obbligatori". Sono stati garantiti impegni nell'ambito di questo modello RIC per altre 392 turbine eoliche, sebbene non sia chiaro quante ne verranno effettivamente costruite. Attualmente, i progetti eolici sono in stallo quasi ovunque per svariati motivi.

Vale la pena notare che, oggi, la tariffa di remunerazione per un parco eolico come quello di Grenchenberg sarebbe decisamente più bassa. Tuttavia, il vecchio modello di sostegno garantisce al fornitore di energia una tariffa di 21,5 centesimi per kilowattora per i primi cinque anni, seguita da 13,5 centesimi per i successivi 15 anni. In altre parole, se il prezzo di mercato scende al di sotto della tariffa garantita, la collettività copre la differenza. Viceversa, se il prezzo di mercato è superiore, l'azienda municipale di Grenchen (SWG) deve restituire tale differenza.



Lars Losinger, CEO della SWG, sottolinea che questo sostegno è conforme alle normative federali. "Senza tali meccanismi, molti investimenti in nuovi impianti non sarebbero economicamente sostenibili". Egli sostiene che le critiche mosse da Wyssmann non tengano conto dei costi di sviluppo, pianificazione, costruzione, esercizio e manutenzione, né di quelli associati all'eventuale smantellamento. "A questi costi si aggiungono i rischi significativi sostenuti dal promotore del progetto durante la lunga fase di sviluppo e di ottenimento dei permessi". Il progetto, infatti, si trascina da oltre dodici anni; ricorsi e procedimenti legali ne hanno ritardato la costruzione fino a oggi.

"L'analisi della redditività indica un rendimento a una sola cifra", aggiunge Losinger secondo cui "questo rendimento, di entità ragionevole, è necessario per coprire i rischi connessi allo sviluppo a lungo termine, agli investimenti e alla gestione di un progetto infrastrutturale di tale portata". Per il direttore dell'azienda municipalizzata, dunque, non si tratta affatto di una "truffa".

Anche l'Ufficio federale dell'energia, competente in materia, difende gli impegni assunti in passato dalla Confederazione. "Per raggiungere con successo gli obiettivi di politica energetica è necessario che gli investimenti nelle energie rinnovabili avvengano in condizioni stabili e prevedibili", spiega l'Ufficio. "Modifiche retroattive minerebbero la fiducia nella politica energetica della Confederazione".

Ma perché non sono stati realizzati più impianti eolici, nonostante gli incentivi vantaggiosi? "Il modello di sostegno non ha fallito. Molti progetti eolici sono in fase di pianificazione da anni, a volte da oltre vent'anni, e subiscono ritardi a causa di iter autorizzativi lunghi e complessi", osserva l'Ufficio federale.

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