L'aumento dei valori di stima degli immobili rischia di avere conseguenze importanti per molte persone. Il valore del valore attribuito a una proprietà aumenta si, ma sulla carta. Questo non significa affatto che i cittadini dispongano di maggiori entrate o di una migliore situazione finanziaria.
Eppure, questo incremento può tradursi in una maggiore pressione fiscale. La neutralizzazione dell'aumento dei valori di stima serve proprio a evitare che proprietari e famiglie debbano pagare più imposte senza aver ottenuto alcun beneficio reale.
In un periodo in cui il costo della vita continua a crescere, con premi di cassa malati, energia e spese quotidiane sempre più elevati, è imperativo e fondamentale evitare nuovi oneri a carico dei cittadini. Ancora peggio, le conseguenze non si limitano ai soli proprietari. Un aumento dei costi legati agli immobili può infatti ripercuotersi sugli affitti, con il rischio che gli inquilini si trovino a dover affrontare ulteriori rincari.
In un mercato abitativo già sotto pressione, questa sarebbe un'ulteriore difficoltà per molte economie domestiche. C’è poi un altro aspetto, altrettanto importante, che spesso viene sottovalutato: l'aumento dei valori di stima può incidere sul calcolo della sostanza e compromettere l'accesso a sussidi e prestazioni sociali.
Alcune famiglie potrebbero vedere ridotti o addirittura perdere aiuti importanti, non perché la loro situazione economica sia migliorata, ma semplicemente a causa di una rivalutazione amministrativa, puramente contabile, del proprio immobile.
Votare SÌ significa quindi scegliere l'equità fiscale, proteggere il potere d'acquisto delle famiglie, contenere il rischio di aumenti degli affitti e preservare l'accesso ai sussidi per chi ne ha realmente bisogno. Altrimenti detto: è una misura di buon senso che evita effetti indesiderati e tutela cittadini, famiglie e anziani da un aggravio finanziario ingiustificato.
Omar Balli
Deputato al Gran Consiglio
Lega dei Ticinesi





