La neutralità non è un vecchio principio da mettere in soffitta. Fa parte della nostra storia, della nostra indipendenza e del modo di essere della Svizzera. E proprio oggi, con un mondo sempre più diviso e pericoloso, abbiamo ancora più bisogno di difenderla.
La Svizzera è sempre stata rispettata perché non si metteva al servizio di questo o quel blocco. Parlava con tutti, manteneva la propria indipendenza e cercava di costruire ponti invece di alzare muri.
Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. Lo abbiamo visto chiaramente con la guerra in Ucraina. Quando la Svizzera ha ripreso automaticamente le sanzioni dell'Unione europea contro la Russia, all'estero in molti hanno detto chiaramente: anche la Svizzera ha scelto da che parte stare, anche la Svizzera ha rinunciato alla sua neutralità.
Si può discutere finché si vuole se dal punto di vista giuridico sia veramente così. Ma c'è un fatto che non possiamo ignorare: la neutralità vale anche per la credibilità che abbiamo agli occhi degli altri. Se nessuno ci considera più neutrali, a cosa serve continuare a dire che lo siamo? È questo che dovrebbe preoccuparci.
Per un piccolo Paese come il nostro, la neutralità è sempre stata una forza. Ci ha permesso di non farci trascinare nei giochi delle grandi potenze e di decidere con la nostra testa. Perché la Svizzera non deve prendere ordini né da Bruxelles, né da Washington, né da Mosca. Deve fare gli interessi della Svizzera e della sua popolazione.
Questo non significa affatto essere indifferenti davanti alla guerra e alle sofferenze. Possiamo aiutare chi ha bisogno, sostenere l'aiuto umanitario, offrire i nostri buoni uffici e lavorare concretamente per la pace. Ma una cosa è aiutare, un'altra è schierarsi.
E attenzione: la neutralità si può perdere un passo alla volta. Una decisione oggi, un'altra domani, e alla fine ci ritroviamo ad essere un Paese come tutti gli altri, schierato da una parte o dall'altra. Noi non abbiamo bisogno di questo.
Abbiamo bisogno di una Svizzera che rimanga libera di decidere, che difenda la propria sovranità e che abbia il coraggio di seguire la propria strada, anche quando da fuori arrivano pressioni per fare diversamente.
La neutralità non è debolezza. È indipendenza. È sovranità. È libertà di decidere a casa nostra.
E allora diciamolo senza tanti giri di parole: la Svizzera deve rimanere Svizzera. Indipendente, sovrana e neutrale.
SÌ alla neutralità. SÌ alla nostra indipendenza. SÌ alla Svizzera.
Omar Balli
Deputato al Gran Consiglio
Lega dei Ticinesi











