Svizzera, 07 ottobre 2026

Esplodono i casi di aggressioni ai danni dei controllori FFS, «mi faccio insultare tutti i giorni»

Negli ultimi anni sono esplosi i casi di violenze e aggressioni, fisica come verbale, ai danni del personale delle aziende di trasporto pubblico. Solo presso le FFS si registrano in media dieci aggressioni al giorno, sia fisiche che verbali, ai danni del personale.

Dall'inizio della pandemia di Covid-19, le aziende di trasporto pubblico segnalano un aumento di comportamenti aggressivi e irrispettosi. Come riporta il Blick, dopo aver esaminato oltre una dozzina di decreti d'accusa passati in giudicato presso il Ministero pubblico della Confederazione, la portata dell'aggressività di alcuni passeggeri è in aumento. La testata svizzerotedesca sottolinea anche la «lieve entità» delle sanzioni inflitte in molti casi. Nella maggior parte dei casi i responsabili se la cavano solitamente con semplici pene pecuniarie.

Viene riportato un'episodio avvenuto il 5 giugno 2026, alle 10:15, quando il personale delle FFS effettua un controllo dei biglietti a bordo del treno n. 21935, nella tratta tra Eschenbach (LU) ed Emmenbrücke (LU). Uno dei passeggeri, al momento del controllo, tira fuori una banconota da 50 franchi per acquistare il biglietto, ma l'addetta gli spiega che avrebbe dovuto munirsene prima della partenza del treno.

Gli infligge quindi una multa. Nel momento in cui gliela consegna, l'uomo, 44 ​​anni, diventa aggressivo: strappa la multa e ne getta i pezzi in faccia all'addetta. Più tardi, tenta di farle lo sgambetto, la colpisce alla parte inferiore della gamba e la ferisce.

A fine settembre 2025, un altro passeggero distrugge il coperchio del WC su un treno diretto a Basilea. L'uomo, 44 anni, ha reagito in questo modo dopo essersi rifiutato di sottoporsi a un controllo. Al suo arrivo alla stazione di Basilea, sono intervenuti gli addetti alla sicurezza. Dopo aver mostrato il documento d'identità, il passeggero li ha provocati, sfidandone uno: «Vieni fuori, vediamo un po'!».

La situazione è poi degenerata. Dopo il controllo, l'uomo ha spinto un addetto alla sicurezza al petto con entrambe le mani, per poi tirargli il giubbotto protettivo. Gli agenti sono riusciti a immobilizzarlo e ad atterrarlo e alla fine è stata chiamata la polizia.

La sera del 10 giugno 2026, alcuni addetti alla sicurezza delle FFS hanno tentato di controllare un uomo di 22 anni alla stazione di Winterthur (ZH). Il giovane è fuggito immediatamente: ha attraversato i binari 1 e 2 saltandoci sopra. Gridando, ha urlato contro di loro: «Andate a farvi fot*ere» e «figli di put*ana». Inizialmente è riuscito a sottrarsi al controllo ma poi è stato rintracciato dalla polizia. Contattato da Blick, il giovane non avrebbe mostrato alcun rimorso e si è rifiutato di commentare l'accaduto.

E sebbene i passeggeri fisicamente aggressivi rappresentino una minoranza, i comportamenti ostili fanno parte della quotidianità dei dipendenti del trasporto pubblico. La controllora Janine Truttmann, interpellata dal giornale, ne sa qualcosa: «Ricevo insulti ogni giorno».

Molti incidenti, inoltre, non vengono mai registrati nelle statistiche. «Non possiamo, né vogliamo, segnalare ogni singolo caso o sporgere denuncia», spiega. La burocrazia o la paura di ritorsioni scoraggerebbero i dipendenti. «Molti colleghi non vogliono sporgere denuncia perché il loro nome finirebbe negli atti del procedimento».



Truttmann parla per esperienza diretta: è stata lei stessa coinvolta in sei procedimenti penali. Si tratta di iter che descrive come «lunghi» e che richiedono «tempo, coraggio e nervi saldi». L'addetta al controllo racconta un episodio accaduto qualche anno fa. Mentre stava controllando una passeggera sprovvista di biglietto per la bicicletta, quest'ultima ha reagito con violenza. «Per la frustrazione, ha scagliato la bici contro le mie gambe. È stato molto doloroso». La passeggera è stata infine condannata, ma per Truttmann l'iter successivo è stato particolarmente lungo ed estenuante, sia sul piano personale che su quello amministrativo.

Il quotidiano Blick ha interpellato diverse aziende di trasporto pubblico in Svizzera. Il verdetto è inequivocabile: dall'inizio della pandemia, tutte registrano un comportamento più aggressivo da parte dei passeggeri. Nel 2025, AutoPostale Svizzera ha censito 65 aggressioni ai danni del personale, tra conducenti e addetti al controllo. «Solo tra gennaio e luglio di quest'anno sono già stati segnalati 145 casi». Si osserva un aumento di «minacce» e «insulti razzisti», sottolinea un portavoce di AutoPostale.

Sebbene le aggressioni al personale dei trasporti pubblici costituiscano reati perseguibili d'ufficio, non sempre portano a un'azione legale. Quando un dipendente subisce violenza, l'episodio deve innanzitutto essere segnalato internamente. Solo in un secondo momento i dipendenti decidono, insieme ai superiori, se sporgere denuncia. In numerosi casi, alla fine non viene intrapresa alcuna azione legale.

Diverse aziende di trasporto pubblico confermano che i loro dipendenti sono restii a segnalare gli incidenti o a sporgere denuncia. L'azienda di trasporti pubblici di Zurigo (VBZ) rileva, ad esempio, che "si percepisce una certa reticenza". Anche la Ferrovia Retica (RhB) segnala casi che non vengono denunciati. Tra le ragioni principali vi è il fatto che alcuni dipendenti considerano questi incidenti delle "inezie" o temono le incombenze legate a un procedimento giudiziario.

L'analisi delle statistiche di polizia sulla criminalità rivela che nel 2025 sono state depositate 718 denunce per atti di violenza o minacce contro pubblici ufficiali nel trasporto pubblico. Una cifra che illustra l'ampio divario tra gli incidenti segnalati internamente alle aziende di trasporto e quelli che portano effettivamente a una denuncia.

Quando i dipendenti del trasporto pubblico vengono aggrediti nel traffico a lunga percorrenza o sovraregionale, l'inchiesta è di competenza del Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Negli altri casi, la competenza spetta alle procure cantonali. "Nel 2025, il numero di reati contro pubblici ufficiali è aumentato di circa un terzo rispetto all'anno precedente. Una parte significativa di queste infrazioni riguarda il personale del trasporto pubblico", spiega il portavoce dell'MPC, Matthias Müller.

Di fronte a questo aumento delle violenze, la Confederazione ha adottato misure per proteggere meglio il personale del trasporto pubblico. Un'iniziativa accolta con favore dai dipendenti. Tuttavia, secondo Truttmann, c'è soprattutto una cosa che deve tornare a caratterizzare la quotidianità sui mezzi pubblici: un maggiore rispetto, da parte di tutti.

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