Migros si prepara a rivoluzionare la propria organizzazione. All'inizio della prossima settimana, la presidente del consiglio di amministrazione Ursula Nold e il direttore generale Mario Irminger dovrebbero presentare un ampio progetto di ristrutturazione, come riporta ieri la «SonntagsZeitung».
L'obiettivo è fondere le 10 cooperative regionali, Migros Supermarché SA e la Federazione delle cooperative Migros (FCM) in un'unica cooperativa. Il «gigante arancione» intende così semplificare una struttura gestionale ritenuta eccessivamente complessa, che lo porrebbe in una posizione di svantaggio rispetto ai concorrenti Coop, Aldi e Lidl.
Questa trasformazione richiederà tuttavia il consenso dei soci il che significa che ciascuna delle 10 cooperative regionali dovrà indire una votazione. Per approvare la fusione sarà necessaria una maggioranza dei due terzi.
I membri diventerebbero soci della nuova entità, con un peso per ogni regione proporzionale al numero dei propri aderenti. L'assemblea dei delegati verrebbe mantenuta e Mario Irminger conserverebbe la direzione operativa. In questa nuova entità Migros Supermarché SA diventerebbe la principale filiale del gruppo e sarebbe organizzata in sei regioni, definite in base alle esigenze logistiche anziché agli attuali confini delle cooperative. La loro precisa delimitazione resta ancora da definire.
La riorganizzazione potrebbe avere ripercussioni significative sull'occupazione. Secondo la «SonntagsZeitung», circa 3000 posti di lavoro potrebbero essere soppressi, principalmente negli uffici amministrativi centrali. Le cooperative regionali e Migros Supermarché SA impiegano attualmente quasi 40'000 persone, incluso il personale dei punti vendita. I dipendenti delle filiali dovrebbero rimanere, in gran parte, non coinvolti dai tagli e per i clienti il cambiamento dovrebbe passare inosservato. Migros prevede anzi di aprire nuovi negozi e di modernizzare i punti vendita già esistenti.









