Ticino, 28 maggio 2019

Auto vandalizzate, vetture parcheggiate al posto dei disabili. La polemica corre… sul confine

COMO – Ci sono i ticinesi che si lamentano degli italiani, e ci sono gli italiani che accusano i ticinesi. Il focus? Auto e parcheggi. Le polemiche sono cominciate l’altro giorno, quando una decina di ticinesi si è lamentata perché le loro auto erano state vandalizzate.

A quelle con targa italiana, fuori da due supermercati a Montano Lucino, non era successo nulla. Quelle ticinesi invece si erano ritrovate con una riga bianca sulla carrozzeria.

A replicare un altro ticinese, che ha raccontato di aver trovato il lunotto posteriore della sua vettura con due buchi, uno a destra e uno a sinistra: al che, il vetro si è rotto del tutto. Si trovava a Ponte Tresa, e anche in quel caso a quando pare solo la sua auto, ticinese, è stata presa di mira. Beffa ulteriore, non ha potuto denunciare perché gli assistenti ufficiali di ben due caserme alle quali si è rivolto erano impegnati ai seggi.

A lamentarsi di un ticinese, invece, è il sindaco di un paese in provincia di Como, Antonella Mazza di Carlazzo.

Teatro dello scontro i posteggi dell’Iperal di San Pietro Sovera. Un automobilista ticinese ha parcheggiato lì, occupando però il
posto riservato ai disabili. Era dunque passabile di multa. La donna si trovava per caso in zona ed è stata avvertita che la vettura, targata Ticino, si trovava dove non doveva essere.

Ha atteso che il proprietario uscisse dal supermercato e gli ha fatto notare l’irregolarità. Stando a quanto ha raccontato a La Provincia di Como, venendo anche insultata. “Temevo mi aggredisse”, ha detto.

Quel che più le dà fastidio è che non può multarlo, nemmeno avendo preso il numero di targa.  “È imbarazzante poter multare i connazionali ma non poterlo fare con chi proviene da oltre confine. Anche perché in Svizzera basta oltrepassare di poco la linea bianca per incorrere in pesanti sanzioni”.

Una tematica già emersa nei mesi scorsi, con la storia delle multe non pagate, che aveva scatenato non poche polemiche. Perché tutto ciò? La Polizia cantonale ticinese ha spiegato che da alcuni mesi l’Italia ha congelato la collaborazione nell’ambito della circolazione stradale presso il centro di cooperazione doganale di Chiasso, e di conseguenza la Svizzera, dal primo marzo, ha fatto altrettanto.

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