Negli ultimi anni il turismo è cambiato. Sempre più persone cercano natura, montagne, campeggi, camper, sentieri, bouldering, bicicletta, trail running e vacanze semplici a contatto con il territorio. E le regioni alpine svizzere, Ticino compreso, avrebbero un potenziale enorme.
Il problema è che troppo spesso chi vuole creare qualcosa si scontra con muri burocratici, vincoli, divieti e procedure infinite. Da una parte si chiede alle regioni di montagna di innovare, creare nuove attività e attirare turismo anche durante l’estate. Dall’altra però, appena nasce un progetto sostenibile legato al territorio, spuntano immediatamente ostacoli amministrativi che rischiano di bloccare tutto ancora prima di iniziare.
E questa situazione non riguarda solo il Ticino. Sta diventando un problema sempre più presente in tutta la Svizzera alpina. Perché oggi si fa sempre più fatica a trovare un equilibrio tra la giusta protezione del territorio e la possibilità di sviluppare nuove opportunità economiche per le regioni periferiche. Ma proteggere il territorio non può voler dire dire sempre “no”.
La vera sfida è permettere uno sviluppo intelligente, sostenibile e rispettoso del paesaggio senza trasformare ogni piccolo progetto in un percorso a ostacoli. Perché oggi ha davvero ancora senso trattare una piccola struttura turistica stagionale come se fosse un grande progetto edilizio? Non sarebbe il momento di rivedere certe leggi e certe procedure che ormai non sono più adatte alla realtà attuale?
Anche il tema delle aree camper o dei piccoli campeggi moderni come pure il Glamping meriterebbero più attenzione. Sempre più persone scelgono vacanze itineranti e molte regioni alpine europee stanno investendo in piccole aree attrezzate ben integrate nel territorio. Perché il Ticino non dovrebbe fare lo stesso?
E poi ci sono attività come il bouldering, il trail running, la bicicletta alpina e il turismo sportivo, che già oggi attirano persone da tutta Europa ma che spesso vengono gestite più con divieti e limitazioni che con una vera visione di sviluppo.
Le valli non hanno bisogno solo di sussidi. Hanno bisogno di opportunità. Opportunità per creare lavoro. Per trattenere giovani. Per permettere a chi vuole investire sul territorio di poterlo fare senza dover combattere anni contro la burocrazia.
Perché il futuro delle regioni alpine non si difende bloccando tutto. Si difende permettendo alle persone di continuare a viverci, lavorarci e costruire qualcosa nel rispetto del territorio e della montagna.





