Andrea Sanvido, deputato della Lega, è intervenuto in Gran Consiglio sul tema USI e SUPSI chiarendo subito il punto politico: la posizione leghista non è un attacco alle istituzioni universitarie ticinesi, ma una richiesta di controllo, condizioni e correttivi. “Nessuno qui mette in discussione il valore delle nostre istituzioni universitarie. Nessuno mette in discussione il loro ruolo per il futuro del Cantone, per la formazione dei giovani o per lo sviluppo del territorio”, ha affermato.
Sanvido ha ricordato anche il sostegno storico della Lega alla nascita dell’USI, sottolineando che l’ateneo fu appoggiato “dal Nano con convinzione” proprio perché rappresentava una possibilità di crescita, emancipazione e sviluppo per il Ticino. Proprio per questo, secondo il deputato leghista, il dibattito non può essere liquidato come ostilità verso il mondo universitario.
Il nodo, per Sanvido, è il ruolo del Parlamento. “La verifica annuale dei contratti di prestazione non è un atto dovuto”, ha detto, aggiungendo che il Gran Consiglio deve poter valutare se la traiettoria di USI e SUPSI sia ancora coerente con il mandato pubblico. Trasformare questa verifica in una semplice ratifica, ha avvertito, significa svuotare il Parlamento di uno dei suoi strumenti principali.
Sul tema dell’USI, Sanvido ha riconosciuto gli elementi positivi emersi in Commissione, compresi gli sforzi per attrarre più studenti svizzeri tramite borse di studio e campagne mirate. Ma, ha aggiunto, il problema politico resta: “Le soglie fissate nei contratti di prestazione sono state superate e non sono previsti correttivi vincolanti per riportare la situazione entro gli obiettivi inizialmente definiti”.
Il deputato della Lega ha poi criticato il tono del rapporto di maggioranza, respingendo l’accusa di “caccia alle streghe”. “Qui non siamo di fronte a polemiche o insinuazioni. Siamo di fronte a dati, a scostamenti rispetto a obiettivi fissati e a scelte politiche che meritano risposte”, ha dichiarato.
Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la composizione del personale universitario. Sanvido ha posto una domanda diretta: “Qual’è la strategia a lungo termine di questa eccessiva apertura non verso l’estero, ma esclusivamente verso l’Italia?”. Secondo il deputato, non si tratta di chiusura, ma di equilibrio: nei ruoli accademici più rilevanti dovrebbe esserci una presenza adeguata di profili formati e radicati nel sistema svizzero.
In conclusione, Sanvido ha ribadito che il sostegno pubblico a USI e SUPSI deve essere accompagnato da condizioni chiare, misurabili e verificabili. “Una ratifica senza condizioni, in questo contesto, non è una scelta prudente. È una rinuncia al nostro ruolo”, ha concluso.
Intervento in Gran Consiglio di Andrea Sanvido, deputato LEGA





