Ticino, 26 giugno 2019

Imposta alla fonte dei frontalieri, il Governo ha deciso: Via libera ai ristorni

Il Consiglio di Stato ha autorizzato il versamento all’Italia della quota di imposte alla fonte sul reddito 2018 dei lavoratori frontalieri, secondo l’accordo italo-svizzero del 1974. Il versamento avverrà in due tappe e terrà conto della situazione creditizia degli enti pubblici ticinesi nei confronti del Comune di Campione d’Italia. Durante la seduta odierna il Consiglio di Stato ha deciso di procedere al versamento dei cosiddetti “ristorni” a beneficio dei Comuni italiani di confine. L’importo riconosciuto a titolo di ristorno delle imposte alla fonte 2018 sul reddito dei lavoratori frontalieri, secondo l’accordo italo svizzero del 1974 e tuttora in vigore, è di 84'337'621.37 CHF.

Tuttavia, ritenuta la perdurante e crescente situazione debitoria del Comune di Campione d’Italia nei confronti di vari enti pubblici e semi pubblici del Canton Ticino per un ammontare di 3’822’510.32 CHF e considerata la mancanza di informazioni e garanzie chiare da parte del Governo italiano, malgrado l’impegno espresso di onorare il dovuto, il Consiglio di Stato ha deciso di autorizzare
il versamento entro il 30 giugno di una somma al netto di detto importo, ossia 80'515'111.05 CHF.

Il saldo di 3’822’510.32 CHF sarà versato una volta che gli enti in questione avranno ricevuto dalle Autorità italiane competenti l’integralità della somma a loro dovuta. Il Dipartimento federale delle finanze e il Dipartimento federale degli affari esteri sono stati previamente informati delle intenzioni e della decisione del Governo cantonale. Inoltre il Consiglio di Stato comunica che procedono le trattative transfrontaliere sulle materie di interesse comune con la Regione Lombardia formalizzate nella roadmap siglata il 17 dicembre 2018 e che comprendono anche la questione dell’imposizione dei frontalieri.

Il Governo auspica che a breve le parti siano in misura di trasmettere ai rispettivi governi centrali delle raccomandazioni che favoriscano la ratifica in tempi rapidi del nuovo accordo parafato nel dicembre 2015, o una sua variante che risulti in linea con le esigenze del nostro Cantone. La decisione è stata presa all’unanimità dal Consiglio di Stato.

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