Ticino, 27 maggio 2026

"Ciò significa che avranno diritto allo stesso livello di assistenza sociale dei cittadini svizzeri. Ai Cantoni costi per miliardi di franchi"

L’UDC Ticino lancia l’allarme sul passaggio allo statuto B per decine di migliaia di profughi: “Miliardi di aiuti sociali, ora basta”

L’UDC Ticino torna a lanciare l’allarme sui costi dell’accoglienza dei profughi ucraini. In un comunicato stampa pubblicato, il partito avverte che nel 2027 circa 50.000 ucraini con statuto di protezione S otterranno automaticamente il permesso di dimora B, con diritto allo stesso livello di assistenza sociale dei cittadini svizzeri.
 

«Ciò significa che avranno diritto allo stesso livello di assistenza sociale dei cittadini svizzeri, per tutta la vita. Ai Cantoni e ai Comuni incombono costi aggiuntivi per miliardi di franchi», scrive l’UDC Ticino.
 

Il nodo è il 2027. Secondo la Legge sull’asilo, dopo cinque anni di permanenza in Svizzera lo statuto S può trasformarsi in permesso B, salvo decisioni diverse da parte del Consiglio federale. La guerra in Ucraina è iniziata nel febbraio 2022: nel corso del 2027 scadrà quindi il quinquennio per una parte importante dei beneficiari.
 

Attualmente in Svizzera risiedono circa 73.000 persone con statuto S. Numerose fonti, tra cui la Segreteria di Stato della migrazione, indicano che decine di migliaia potrebbero passare al nuovo regime.
 


 

Il passaggio al permesso B comporterebbe due conseguenze principali: costi più elevati per l’assistenza sociale, con un peso maggiore per Cantoni e Comuni, e prestazioni più alte rispetto al regime specifico previsto per lo statuto S.
 

L’UDC chiede quindi di intervenire subito per evitare quella che definisce una «bomba sociale e finanziaria». Nel comunicato il messaggio è netto: «Ora basta, subito».
 

Il tema non riguarda solo il partito. Anche ambienti cantonali, in particolare nella Svizzera centrale, hanno espresso forti perplessità sul passaggio automatico, temendo ripercussioni pesanti sui bilanci pubblici.
 

In Ticino la questione è particolarmente sensibile. Una quota significativa degli ucraini con statuto S beneficia già di aiuti sociali. Il passaggio al permesso B rischierebbe di aumentare ulteriormente la pressione sui servizi sociali cantonali e comunali, già confrontati con alloggi, sanità e integrazione.
 

Il dibattito politico dei prossimi mesi ruoterà attorno a due domande concrete: il Consiglio federale intende bloccare o limitare il passaggio automatico al permesso B? E come si concilia l’accoglienza umanitaria con la sostenibilità finanziaria di Cantoni e Comuni?
 

L’UDC Ticino ha scelto di alzare il tono: «Miliardi di aiuti sociali per gli ucraini: ora basta, subito!». Mattinonline seguirà l’evoluzione del dossier, con particolare attenzione alle ripercussioni sul Ticino.

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