COMANO – Non è la prima volta che Patti Chiari finisce al centro delle polemiche. Questa volta a far discutere è il metodo scelto da un giornalista della trasmissione RSI, che si è inserito in un gruppo Facebook frequentato da frontalieri ponendo domande mirate sulla disoccupazione.
L’obiettivo dichiarato era raccogliere testimonianze di persone che vivrebbero “una drastica riduzione del reddito” perché, dopo aver versato contributi all’AVS e all’assicurazione disoccupazione svizzera, in caso di perdita del posto di lavoro percepiscono l’indennità dall’Italia.
La mossa ha fatto infuriare Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, che su Facebook ha attaccato duramente l’impostazione dell’operazione: «Questa davvero ci mancava! Il giornalista di Patti Chiari si intrufola nel gruppo fb dei frontalieri con domande pilotate, di fatto aizzandoli a pretendere che sia la Svizzera a pagare la disoccupazione ai permessi G, e descrivendo la situazione attuale come un’ingiustizia», scrive Quadri.
Il consigliere nazionale leghista contesta soprattutto il possibile costo di un simile cambio di sistema: «Forse il giornalista in questione non ha capito che pagare la disoccupazione dei frontalieri costerebbe 900 milioni all’anno e comporterebbe un aumento delle trattenute salariali a carico di tutti i lavoratori, quindi anche a carico suo».
Quadri mette poi nel mirino anche il finanziamento della RSI tramite il canone: «Sicché, siamo costretti a pagare il canone radioTV più caro del mondo per finanziare trasmissioni schierate dalla parte dei frontalieri e contro la Svizzera e gli svizzeri».
La stoccata finale è ancora più dura: «Forse a Comano credono di essere pagati con il canone RAI. [...] E quanto costa una puntata di Patti Chiari? 134mila franchi? Che la RSI questi soldi li vada a chiedere ai frontalieri».
Fonte:
Post Facebook di Lorenzo Quadri





