Mondo, 02 settembre 2019
Lione, è ancora terrorismo islamico?
Sabato in Francia si è consumato un ennesimo fatto di sangue per mano di un criminale straniero, in arrivo da “altre culture”. A Villeurbanne, nei pressi di Lione, un richiedente l’asilo afgano ha accoltellato per strada 10 persone. Un 19enne è morto, altre tre delle vittime sono rimaste gravemente ferite (questo ieri sera. Magari nel frattempo il bilancio si è ancora aggravato). L’aggressore era armato di un coltello e di uno spiedo da cucina.
Ancora ufficialmente ignoti i motivi del folle gesto. Ma a noi, che come noto siamo beceri populisti e razzisti, un sospetto viene: ossia che si tratti dell’ennesimo atto di terrorismo islamico!
Certo che se l’Europa, intesa come continente, continua a far entrare tutti i finti rifugiati - tra i quali si trovano seguaci dell’Isis, oltre che criminali di ogni ordine e grado - simili tragedie non potranno che moltiplicarsi!
Chiudere le frontiere!
Naturalmente non dubitiamo che ben presto arriverà il buonista-coglionista di turno a raccontare che la colpa di questi fatti di sangue è dell’Europa razzista che non ha saputo integrare, che dobbiamo accogliere tutti, e avanti con le ridicole fregnacce!
Altro che “lotta al terrorismo”!
Davanti a questo dramma, non si può non pensare al Diktat con cui i balivi della fallita UE hanno disarmato i cittadini onesti. La scusa addotta era la lotta al terrorismo islamico. Quando mai i terroristi islamici si servono di armi da fuoco legalmente dichiarate per i loro attentati? I fatti di ieri con buona probabilità saranno l’ennesima conferma che la direttiva UE contro le

armi è del tutto inutile nella lotta al terrorismo.
Come ben sappiamo, nella triste vicenda del Diktat disarmista, i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale e la partitocrazia eurolecchina PLR-PPD-P$$ hanno giocato il consueto ruolo penoso. Malgrado, come è stato detto e ripetuto in tutte le salse, il Diktat fosse contrario alle nostre leggi, alle nostre tradizioni, alla nostra volontà popolare, il triciclo, ancora una volta, ha calato le braghe davanti dall’UE. Perché, per questi soldatini della casta, ogni desiderio di Bruxelles è un ordine!
Sicché i politicanti del triciclo per mesi sono andati in giro a strillare istericamente che bisognava chinarsi a 90 gradi davanti al Diktat di Bruxelles, per “salvare Schengen”!
Solo il Ticino, grazie anche alla Lega ed al Mattino, ha respinto l’imposizione. Perché in questo sfigatissimo Cantone, devastato dall’invasione da sud, tocchiamo ogni giorno con mano le deleterie conseguenze dell’asservimento all’UE cui ci ha costretti la partitocrazia!
Il colmo
Colmo dei colmi, i camerieri di Bruxelles in Consiglio federale volevano mettere in vigore la direttiva antisvizzera nientemeno che il primo d’agosto, quale bel regalo per la festa nazionale! Poi, temendo un’ondata di indignazione, hanno dovuto fare retromarcia e posticipare al 15 agosto (che sforzo!).
Ci piacerebbe intanto sapere quanti Stati membri dell’UE hanno già messo in vigore il Diktat disarmista! O vuoi vedere che, per l’ennesima volta, quando si tratta di calare le braghe, gli svizzerotti sono i primi della classe?
Lorenzo Quadri / MDD