Mondo, 21 settembre 2019

Germania, migrante prende in ostaggio un bambino per impedire la sua deportazione

Giovedì pomeriggio un migrante originario dal Ghana ha preso in ostaggio un bambino in un ufficio di immigrazione a Wismar, in Germania, per cercare di impedire la sua deportazione, riferiscono media locali.

Secondo quanto riferito, l'uomo, 22 anni, era stato informato che avrebbe dovuto sottoporsi a un test di paternità per dimostrare di essere il padre del bambino mentre visitava l'ufficio con la madre del bambino. Le autorità tedesche avevano il sospetto che il 22enne si era inventato di essere il padre del bambino per evitare la sua espulsione.

Quindo ha saputo che sarebbe stato sottoposto a un test, l'uomo ha afferrato il bambino e ha minacciato di ferirlo. Ne è seguito un confronto con le forze dell'ordine che è durato cinque ore.

"L'uomo era venuto all'ufficio immigrazione con la madre del bambino", riferisce Norddeutschen Rundfunk. "Poco prima delle 14:00, la situazione è
precipitata quando il ghanese ha preso il bambino minacciando di fargli del male. Un gruppo di negoziatori della polizia è sopraggiunta poco e si è messa in contatto con il richiedente l'asilo per cercare risolvere la situazione pacificamente."

L'edificio è stato evacuato e una squadra di forze speciali della polizia (SEK) sono stati dispiegati sulla scena.

Il ghanese avrebbe minacciato di "lasciare cadere il bambino" durante la negoziazione con la polizia ma, dopo un confronto durato diverse ore, è stato convinto a consegnare il bambino per un controllo. Separato il bambino dal suo sequestratore, le forze speciali presenti lo hanno poi subito neutralizzato.

"Insieme al paramedico, siamo stati in grado di convincere il padre che il bambino doveva essere esaminato urgentemente perché eravamo preoccupati che il bambino non avrebbe avuto abbastanza aria", ha detto un portavoce della polizia.

Secondo quanto riportato, nessuno sarebbe rimasto ferito e il bambino ha potuto riabbracciare la madre incolume.

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