Sport, 17 ottobre 2019

Georgia e Gibilterra: la strada verso l’Europeo della Svizzera è in discesa

La preziosissima vittoria di martedì spalanca le porte dell’appuntamento continentale della prossima estate ai rossocrociati: con 6 punti la qualificazione sarà automatica

LUGANO – Dopo l’incredibile KO in Danimarca di sabato scorso un po’ tutti ci siamo armati di carta e penna e abbiamo iniziato a fare i calcoli per capire come si era ormai evoluto il Gruppo D delle qualificazioni a Euro 2020. Quello della Svizzera per intenderci e tutti eravamo giunti a una conclusione: battere l’Irlanda in casa a Ginevra sarebbe stata la partita del “non ritorno”, la “partita della vita”, la sfida da non poter proprio sbagliare.

E in tanti abbiamo tremato: quante volte la nostra Nazionale nel momento della verità è scivolata, quante volte è caduta proprio sul più bello? I ricordi tristi delle sfide contro l’Argentina, la Polonia, la Svezia o il Portogallo erano lì a metterci dubbi e a farci temere il peggio. Ma questa volta i ragazzi di Petkovic ci hanno permesso di tenere la testa alta, di mostrare il petto e di vedere l’Europeo ormai a un passo.

Sì perché ora la Svizzera ha il destino nelle sue mani. Restano 180’
a disposizione di Zakaria e compagni per staccare il pass per quel traguardo importante, ma anche minimo per una squadra capace di raggiungere pochi mesi fa la fase finale della Nations League. 180’ certamente non impossibili, visto che a novembre la Svizzera affronterà in casa la Georgia per poi recarsi a Gibilterra: 2 partite a disposizione, le stesse della Danimarca, mentre l’Irlanda ne giocherà soltanto 1, andando a far visita proprio ai danesi.

Temevamo il classico biscotto nella sfida conclusiva tra irlandesi e danesi, ma non potrà essere così: battendo la Georgia in casa – nazionale che in trasferta ha vinto soltanto a Gibilterra per 3-2, dopo aver perso sia in Irlanda che in Danimarca – danesi e irlandesi non potranno dividersi la posta (dando per scontato il nostro successo contro Gibilterra).

Insomma, dopo la grande paura di Copenaghen, è tornato il sereno sul gruppo di Petkovic, nonostante qualche dettaglio che andrà migliorato in vista del prossimo giugno.

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