La vittoria più schiacciante è quella di Luca Zaia, con il "Doge" del Veneto che si conferma per la terza volta alla guida della Regione con il risultato impressionante del 75% delle preferenze. Da notare che la maggior parte dei voti vanno alla sua lista "Zaia presidente" con percentuali che riaccendono la sfida tutta interna alla Lega per la leadership, nonostante Matteo Salvini abbia più volte spiegato che i due hanno ruoli e obiettivi diversi. "Il nostro obiettivo era superare il 50 per cento tra le due liste", conferma Lorenzo Fontana, citato da "Il Giornale".
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Risultato brillante anche per Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che avanza praticamente ovunque, arrivando ad essere primo partito dell’alleanza di centrodestra in Puglia come in Campania, conquistando le Marche con un suo uomo e incassa un ottimo risultato con Raffaele Fitto in Puglia. All'avanzata di Meloni si contrappone l'ennesima sconfitta di Forza Italia dell'ex premier Silvio Berlusconi (2,6% di preferenze in Veneto e 4,3% in Liguria, per citare due esempi). Deludente anche il risultato dell'altro ex premier Matteo Renzi, che nella "sua" Toscana arriva appena al 3,7% delle preferenze con i suoi candidati nelle altre regioni che raccolgono risultati ancora inferiori.
Queste votazioni, secondo diversi commentatori, dovrebbero da una parte confortare il governo di Giuseppe Conte grazie al risultato netto del referendum e alla tenuta del centrosinistra all'"assalto" del centrodestra il quale alla vigilia sembrava, sondaggi alla mano, poter strappare al PD almeno la "rossa" Toscana. Il risultato deludente del M5S dovrebbe comunque avere ripercussioni sulla tenuta del governo o perlomeno sui suoi equilibri interni, equilibri interni che potrebbero cambiare anche nel centrodestra per gli ottimi risultati di Zaia e Meloni e i contemporanei risultati non spettacolari della Lega di Matteo Salvini
Risultato brillante anche per Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che avanza praticamente ovunque, arrivando ad essere primo partito dell’alleanza di centrodestra in Puglia come in Campania, conquistando le Marche con un suo uomo e incassa un ottimo risultato con Raffaele Fitto in Puglia. All'avanzata di Meloni si contrappone l'ennesima sconfitta di Forza Italia dell'ex premier Silvio Berlusconi (2,6% di preferenze in Veneto e 4,3% in Liguria, per citare due esempi). Deludente anche il risultato dell'altro ex premier Matteo Renzi, che nella "sua" Toscana arriva appena al 3,7% delle preferenze con i suoi candidati nelle altre regioni che raccolgono risultati ancora inferiori.
Queste votazioni, secondo diversi commentatori, dovrebbero da una parte confortare il governo di Giuseppe Conte grazie al risultato netto del referendum e alla tenuta del centrosinistra all'"assalto" del centrodestra il quale alla vigilia sembrava, sondaggi alla mano, poter strappare al PD almeno la "rossa" Toscana. Il risultato deludente del M5S dovrebbe comunque avere ripercussioni sulla tenuta del governo o perlomeno sui suoi equilibri interni, equilibri interni che potrebbero cambiare anche nel centrodestra per gli ottimi risultati di Zaia e Meloni e i contemporanei risultati non spettacolari della Lega di Matteo Salvini
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