Sport, 23 novembre 2020

Tra nazionali e quarantene, il Lugano si incarta a Ginevra

L’1-1 incamerato ieri allo Stade de Genève mantiene i bianconeri imbattuti in stagione, ma ora a -2 dall’YB. Poco brillanti nel primo tempo, i ragazzi di Jacobacci hanno rischiato la beffa nel finale

GINEVRA – Avevamo lasciato il Lugano 2 settimane fa clamorosamente in vetta alla classifica. Una posizione alla quale i bianconeri, ovviamente, non sono abituati ma si sa… la scorsa stagione e questa, condizionate da un calendario ballerino a causa delle continue quarantene che colpiscono le varie formazioni di Super League, sono e saranno particolari. L’anno scorso il colpo gobbo non riuscì per poco al San Gallo e quindi… perché non sognare dalle parti di Cornaredo?

Certo, per farlo, per poter tenere il passo delle big – YB in primis – i bianconeri non potranno e non dovranno ripetere prestazioni come quella di ieri a Ginevra e, soprattutto, avranno bisogno dell’apporto di tutti, compreso quell’Odgaard che, giunto sulle rive del Ceresio per portare reti e fisicità, sta ancora faticando in maniera incredibile a trovare la sua posizione e la quadratura del cerchio, tanto da risultare un vero e proprio corpo a sé stante.

Chiaramente le attenuanti ci sono: la pausa per le nazionali che ha scombinato il ritmo di Gerndt e compagni, le assenze di Sabbatini e di Guidotti, ma ieri il Lugano si
trovava di fronte a una squadra ferma da metà ottobre, colpita dal Covid-19 e che nell’ultimo mese aveva disputato soltanto un’amichevole, tra l’altro perdendola. Una condizione fisica, quella dei ginevrini, che ovviamente non poteva essere ottimale, tanto da calare almeno in parte nella seconda frazione di gioco, ma nei primi 45’ abbiamo “ammirato” un Lugano davvero troppo compassato, sulle sue e poco grintoso.

La rete di Lavanchy ha sì prolungato la striscia positiva dei suoi – il Lugano è l’unica squadra, insieme all’YB a non aver ancora perso in stagione – ma i bianconeri, andati vicino al vantaggio con Covilo, devono ringraziare la dea bendata, sul clamoroso palo centrato da Kone al 90’ e sull’occasione sciupata negli istanti finali da Ondoua.

Insomma, tornare dallo Stade de Genève con i 3 punti che – tornando alla tematica iniziale – avrebbero reso ancora più intenso quel bel sogno che sulle rive del Ceresio, sotto sotto, si sta cullando, sarebbe stato possibile, ma tutto sommato ai bianconeri può andare bene così…

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