Svizzera, 02 luglio 2021

Giovane svizzera si converte all’Islam, poi vuole tagliare la gola all’ex fidanzato

Una 22enne svizzera compare oggi a processo nel canton Svitto con l’accusa di aver tentato di uccidere l’ex fidanzato afghano e sua madre. Il Ministero pubblico ha chiesto per lei una pena detentiva di 13 anni.

La giovane, come si legge sul Blick, si era innamorata di un afghano sciita quando aveva 16 anni. Per poter vivere una relazione con lui, si era convertita all’Islam.

Quattro anni dopo la ragazza era andata da sola in Libano, dove si era innamorata di un altro uomo, un libanese sunnita. Tornata in Svizzera, si era separata dal fidanzato afghano.

Ma la relazione con lui, seppur finita, continuava a pesarle. Provava “vergogna”. Per questo decise di uccidere lui e sua madre, per “ripulire” il proprio
passato.

Nel settembre 2019 si recò a casa dell’afghano sperando di trovarlo. Lui non c’era ma c’era sua madre. La giovane si avventò su di lei, la colpì con una padella e cercò di strangolarla. La donna si salvò grazie all’intervento di un vicino.

Nel febbraio 2020 incaricò un altro uomo, un siriano, di picchiare l’ex fidanzato afghano in modo che lei potesse poi tagliargli la gola. Ma l’uomo si tirò indietro poco prima di passare all’azione. Il giorno dopo trovò qualcun altro disposto a picchiare l’afghano in cambio di 500 dollari. Ma quel giorno arrivò la polizia.

Ora la 22enne rischia 13 anni di carcere. 

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