Sport, 14 settembre 2021
Formula 1: e se non ci fosse stato l’Halo?
La morte drammatica di Jules Bianchi ha portato il circus della F1 a prendere delle precauzioni a partire dal 2018 e solo negli ultimi anni ha salvato la vita almeno a 3 piloti
MONZA (Italia) – Il GP di Monza 2021 passerà alla storia non solo per l’incredibile doppietta McLaren con Ricciardo davanti a Norris, ma anche e soprattutto per il secondo incidente della stagione intercorso tra i due leader della classifica piloti: Max Verstappen e Lewis Hamilton. Un duello, quello tra l’olandese e il britannico, acceso, vero, sentito che – come successo anche a Silverstone, dove fu soltanto il pilota Red Bull a pagarne le conseguenze – questa volta si è concluso nel peggiore dei modi, ovvero con l’incidente tra i due e con la vettura di Verstappen finita sopra alla Mercedes di Lewis.
Un incidente brutto, spettacolare e molto pericoloso soprattutto per il 7 volte campione del mondo, perché la ruota posteriore di Verstappen è praticamente finita sulla testa dell’inglese: a evitare la tragedia

di ha pensato l’Halo. Quell’Halo che forse avrebbe potuto evitare la morte di Jules Bianchi nel GP del Giappone 2014, quando il pilota della Marussia, uscendo di pista si scontrò contro una gru, colpendo sulla parte alta dell’abitacolo. Da quella immane tragedia la Formula 1 ha imparato, e anche molto bene, nonostante all’inizio gli stessi piloti fossero contrari perché limitava la visuale.
Prima di Hamilton, lo stesso Halo ha evitato terribili conseguenze a Romain Grosjean nel pazzesco incidente in occasione del GP di Bahrain nel 2020, quando la sua Haas esplose, e a Charles Leclerc, quando nel 2018 il sistema impedì che la testa del monegasco fosse colpita dalla McLaren di Alonso, dopo un terribile incidente.
Composto in titanio e del peso di 9 kg, sia veramente benedetto l’Halo.