Ticino, 19 novembre 2021

Una dottoressa fa pagare il tampone 10 franchi perché "nessuno debba vaccinarsi per motivi di costo"

“A nostro avviso nessuno dovrebbe, contro la propria convinzione interiore, essere costretto a farsi inoculare una vaccinazione Covid-19 per motivi di costo”. Sono le parole di una dottoressa di Giubiasco, che ha deciso di effettuare tamponi a soli 10 franchi, addirittura a 2 per i giovani dai 16 ai 25 anni che studiano, sono apprendisti e hanno un reddito basso (sotto i 16 anni i costi sono coperti dalle casse malati), in un edificio privato di Sementina.  

La sua è una scelta ideologica, ma non si ritiene no vax. “Ci sforziamo di offrire test convenienti e di agevole accessibilità sino alla fine del periodo per il quale vige il requisito del certificato”.

Far pagare il tampone così poco rispetto alla concorrenza (un prezzo più basso anche di quello di molte farmacie), è legale? LaRegione lo ha chiesto al farmacista cantonale Giovan Maria Zanini. "Se il costo del tampone non viene coperto dalla Confederazione
né dalle casse malati, e si muove perciò al di fuori della Legge federale sull’assicurazione malattia, vige il libero mercato nel senso completo del termine. E cioè che le farmacie e gli studi medici possono applicare il prezzo che vogliono": dunque, ciascuno sceglie liberamente il prezzo del test che effettua. 

In ogni caso, Zanini non è d'accordo con la mossa della dottoressa e spiega che "soprattutto di fronte a un prezzo che riteniamo a priori troppo basso, bisognerebbe accertare la qualità del servizio offerto, del lavoro svolto, del personale incaricato, dei locali occupati e del materiale utilizzato che va dai guanti ai camici, dalle mascherine al disinfettante, fino al kit del tampone". Ma ritiene che chi tenga i prezzi bassi per motivi ideologici non senta per forza la necessità di coprire i costi e di guadagnarci, per cui non è detto che reperisca tamponi su mercati alternativi dove costano meno.

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