Ticino, 21 aprile 2026

Cure a domicilio, Caverzasio: “Il principio può reggere, ma prima lo Stato metta ordine”

Partecipazione ai costi sì, ma non a scapito dei più fragili: servono prima trasparenza, controlli e criteri chiari

Sabato a Bellinzona si è tenuta la manifestazione contro il contributo degli utenti ai costi delle cure a domicilio. Il Gran Consiglio è stato chiamato a discutere la richiesta del PS di stralciare la misura dall’ordine del giorno, nonostante sia stata approvata dal Parlamento nell’ambito del Preventivo 2026. Il tema è chiaro: far pagare una quota agli utenti è una scelta di responsabilità oppure un errore da correggere? Sul punto abbiamo interpellato diversi esponenti politici e istituzionali.
 

Daniele Caverzasio, municipale di Mendrisio e capodicastero socialità (Lega), non boccia il principio: «Il principio di una partecipazione ai costi nelle cure a domicilio è coerente con il quadro federale e con quanto già avviene nella maggior parte dei Cantoni». Secondo Caverzasio, la misura «può contribuire a una maggiore responsabilizzazione e a una ripartizione più equilibrata degli oneri».



 

Ma il municipale mette subito dei paletti: «Non si tratta di uno strumento risolutivo». Il settore è cresciuto rapidamente e presenta ancora squilibri. «Una partecipazione dell’utente rischia di incidere sulla domanda, ma non sulle vere determinanti della spesa». E avverte: «Anche importi contenuti possono pesare su persone anziane e con risorse limitate, con il rischio concreto di rinunciare o ritardare cure necessarie».
 

La linea è netta: prima sistemare il sistema, poi eventualmente chiedere un contributo. «Serve un approccio serio: mettere ordine, garantire equità tra operatori, trasparenza nei costi e controlli omogenei». In conclusione: «Il principio può anche reggere, ma uno Stato credibile non fa cassa sui più fragili. Prima governa, poi eventualmente chiede».
 

Fonte: MDD, 19 aprile

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