Presto il Ticino sarà formato da 100 Comuni, dopo le tre votazioni consultive di domenica scorsa su tre progetti. Le cittadine e i cittadini di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio, di Giornico e Bodio e di Quinto e Prato hanno detto “sì” in modo molto più convinto di quanto alcuni immaginavano ai 3 progetti aggregativi, che faranno nascere Lema, Giornico e Quinto.
Se 100 è un bel numero, vuol dire che ci fermiamo qui con le aggregazioni? “No, vi sono ancora regioni del Ticino che dovrebbero cogliere delle opportunità. Penso in particolare al Locarnese, al Basso Mendrisiotto e alla Rovana, ma non solo. Vedremo nel prossimo futuro come le autorità locali e la popolazione intenderanno muoversi. È vero però che non mi immagino più un Ticino con soli 27 Comuni, come definito dal Piano cantonale sulle aggregazioni. La visione cantonale è cambiata anche grazie a un ripensamento della missione comunale. Il Comune economico della fine degli anni Novanta, complice la globalizzazione, ha lasciato il posto al Comune residenziale, il cui compito è quello di sviluppare in maniera sostenibile la qualità di vita della cittadinanza e delle aziende che vi risiedono. La dimensione di un Comune assume una nuova importanza e va quindi valutata dal punto di vista della sostenibilità sociale. Parole forse difficili, per esprime però un concetto semplice: il Comune per offrire i migliori servizi deve essere il più unito possibile, con una popolazione attiva e democraticamente coinvolta”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.